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PREMIO AMNESTY ITALIA 2005: VINCE "EBANO" DEI MODENA CITY RAMBLERS

La 3ª edizione del PREMIO AMNESTY ITALIA è stata vinta dalla canzone "Ebano" dei Modena City Ramblers. Il prestigioso premio indetto dalla Sezione Italiana di Amnesty International e Voci per la Libertà viene assegnato al brano che ha meglio saputo affrontare il tema dei diritti umani. A vincere le due edizioni precedenti erano stati  "Il mio nemico"  di Daniele Silvestri (2003) e "Pane e coraggio" di Ivano Fossati (2004). La giuria, composta da critici musicali, rappresentanti di Amnesty International e di Voci per la Libertà, ha premiato "Ebano" (tratto dall'album "¡Viva la vida, muera la muerte!" - 2004) per il testo altamente suggestivo e l'intensa melodia, e soprattutto per il tema strettamente legato alla campagna di Amnesty International "Mai più violenza sulle donne". La canzone racconta, infatti, la vicenda di una ragazza africana emigrata in Italia, come molte altre, per cercare fortuna ma costretta infine a prostituirsi. E Perla Nera, la protagonista di "Ebano", chiede che ognuno si ricordi della sua storia perché "... lungo il viale verso la sera, ai miei sogni non chiedo più nulla". I Modena City Ramblers riceveranno il premio durante il concorso Voci per la Libertà - Una canzone per Amnesty" che si terrà dal 21 al 25 luglio a Villadose (RO).

 

 Combat Folk

 

Quarant'anni, Contessa, Farewell to Erin, O bella Ciao. The king of the faires/Fischia il vento, Ahmed l'ambulante, Pipe on the hob/The hag at the churn.

Luciano "Lucio" Gaetani: bouzouki, banjo, mandolino, percussioni.

Franco D'Aniello: tin whistle, flauto traverso, ocarina.

Alberto Cottica: fisarmonica.

Alberto Morselli: voce, bodhràn, cucchiai e cozze.

Stefano "Cisco" Bellotti: voce, cori.

Massimo Ghiacci: Basso, tamburello.

Marco Michelini: violino, legnetti.

Giovanni Rubbiani: chitarra.

Vania Buzzini: bodhràn.

Arcangelo "Kaba" Cavazzuti: rullante in O Bella Ciao.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riportando tutto a casa

 

 

(cd,Helter Skelter, marzo 1994)
(cd,cassetta,Poligram Black Out, novembre 1994)

In un giorno di pioggia, Tant par tachèr, Quarant'anni, Drelinqueint ed Modna, Morte di un poeta, I funerali di Berlinguer, Il bicchiere dell'addio, Canto di Natale, Ahmed l'ambulante, Contessa, Bella ciao, The great song of indifference, Ninnananna.

 

 

MODENA  CITY   RAMBLERS

 di Giuseppe Roversi

Sono ormai più di dieci anni che i MCR producono la loro musica. Inizialmente erano famosi solo nell’ambito musicale strettamente legato alla sinistra dei movimenti e alle realtà alternative. Già, però, dopo i loro primi cd hanno visto allargarsi in maniera incredibile la schiera degli ammiratori. Alla musica italiana serviva questa ventata di freschezza . Al fascino delle ballate tipiche del folklore irlandese si aggiungono i ritmi andini e nordafricani, con la costante presenza della musica popolare di lotta e di lavoro della tradizione italiana. Ma non è solo un remake, anzi : tutto questo viene saldato da arrangiamenti piacevolmente intensi e dallo spirito che nasce dalla migliore canzone d’autore di scuola emiliana. Proprio qui troviamo i temi più cari ai MCR ; l’immigrazione , l’ingiustizia sociale , le contraddizioni del nostro sistema politico, la mafia e la corruzione e il bisogno di affermare una identità culturale e politica che si fonda su principi ereditati negli anni più duri e difficili della nostra repubblica. E’ in questo contesto che canzoni come “bella ciao”, “contessa” “la locomotiva”,”fischia il vento” e “i funerali di Berlinguer”  non sono solo puro nostalgico ricordo ma diventano momento di riproposizione ,pur nella situazione attuale, di valori spesso dimenticati. Una particolare sensibilità nei MCR la si ritrova quando viene trattato,per esempio, il tema degli emarginati e degli emigranti verso il nostro paese. Pezzi come “Ebano”, storia di una raccoglitrice africana di arance e limoni in Sicilia che finisce sui lunghi viali bolognesi o “Ahmed l’ambulante” ucciso a bastonate nella metropoli del nord e il cui spirito ritorna idealmente nel paese natio

“…….non sono morto al gelo delle vostre città

ma su una grande pila d’ebano

e la mia gente ha cantato e ballato

quaranta notti

e la mia gente ha cantato e ballato

quaranta notti…………”  

Questo forse ci aiuta più di decine di conferenze ad uscire dalla numerologia giornalistica con cui viene troppo spesso trattato il fenomeno dell’immigrazione.

Non manca comunque nei MCR lo spazio anche per l’ironia tipica della musica d’autore come in “ Il Presidente” o “ Quarant’anni”. Una nota particolare, la merita “ Cento passi “, canzone dedicata a Peppino Impastato, ucciso per aver avuto il coraggio di denunciare ,da una delle prime radio private siciliane, quelle che erano le connessioni fra mafia e politica.

Un’altra particolarità dei MCR è l’utilizzo che loro fanno del dialetto emiliano; mai casuale, anzi.

Spesso viene usato per narrare momenti della vita contadina nella pianura emiliana o per i racconti dei vecchi partigiani e diventa momento di espressione mai fine a se stessa. Il dialetto come mezzo di comunicazione più profonda, ma non di chiusura; nello stile di Jannacci, Guccini, Fo o De Andrè, dove importante non è lo strumento ma : il messaggio.

Indubbiamente in questi anni i MCR hanno acquisito una credibilità , giustificata, all’interno del panorama culturale italiano ; lo dimostrano le collaborazioni per la stesura dei testi di Paolo Rossi in “La grande famiglia” o la presenza anche di Luis Sepulveda  come voce parlante e come con la piacevolezza delle loro melodie riescano ad esprimere in maniera compiuta le loro convinzioni.  

 

La Grande Famiglia

(cd,cassetta, lp,Poligram Black Out, febbraio 1996).

Clan Banlieue, Grande famiglia, Canzone dalla fine del mondo, Santa Maria del pallone, L'aquilone dei Balcani, Le lucertole del folk, Giro di vite, La mondina/The lonesome boatman, Al dievel/La marcia del diavolo, Il fabbricante di sogni, La banda del sogno interrotto, La locomotiva, L'unica superstite, La fola dal Magalas, La strada, La mia gente.

 

Terra e libertà

 

 

(cd,cassetta,Poligram Black Out, settembre 1997)

Macondo Express, Il ritorno di Paddy Garcia, Il ballo di Aureliano, Remedios la bella, Radio Tindouf, Marcia Balcanica, Danza infernale, Qualche splendido giorno, Transamerika, Lettera dal fronte, L'ultima mano, Cuore blindato, Don Chisciotte, Cent'anni di solitudine, L'amore ai tempi del caos.

 

Fuori campo

 

(cd,cassetta,Universal, settembre 1999)

Etnica danza, Fuori campo, Natale a San Cristobal, La roda, Celtica patchanka, Il matto, Coi piedi per terra, Il vagabondo stanco, La rumba, Suad, Movimento, Lo straniero pazzo, Figli dell'officina, L'uomo delle pianure.

 

 
     
 
 

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