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Il tempo dei diritti

Piccolo "ideario" per l'educazione ai diritti umani



Il saggio di apertura spiega cos' è l' Educazione ai Diritti Umani e quanto essa sia indispensabile sia per affrontare le grandi sfide della nostra epoca - la globalizzazione e l' interdipendenza mondiale, la formazione di società interetniche e interculturali, la costruzione della pace, la realizzazione del 'nuovo ordine mondiale' - che per migliorare la convivenza nella realtà quotidiana degli esseri umani. In particolare il saggio si sofferma su quello che dovrebbe essere il ruolo della scuola, degli insegnanti - ma più in generale degli educatori - nell' educazione ai diritti umani. Ma chi insegna ha bisogno di strumenti utili al suo lavoro: ecco allora che il volume offre una serie di "attrezzi" - bibliografie, filmografia, giochi - per rendere sempre più interessanti ed efficaci le attività di educazione ai diritti umani

Amnesty International
Il tempo dei diritti
Edizioni Cultura della Pace
San Domenico di Fiesole (FI), 1995
€ 7,75, pp. 125
Scuole di ogni ordine e grado
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Che cosa sono i diritti umani?

 

Si chiamano diritti umani i diritti inalienabili che spettano a tutti gli esseri umani, e dunque non dipendono dalle leggi del singolo stato, ma dalla stessa appartenenza al genere umano. Un genere umano composto di uomini e donne, diversi nel corpo e nellidentità ma eguali nei diritti. Non è dunque corretto, per definire tali diritti universali, usare lespressione diritti delluomo: ha senso invece fare riferimento alle valutazioni espresse nel 1993 dalla Conferenza di Vienna, centrate proprio sulluniversalità dei diritti.

Come ricorda l'Alto Commissario ONU per i diritti umani, "la Dichiarazione e il Programma d'Azione di Vienna hanno proclamato che "tutti i diritti umani sono universali, indivisibili, interdipendenti e interconnessi", il che significa che i diritti umani devono essere gli stessi in ogni parte del mondo e per ogni persona. Inoltre, anche se si deve tener conto delle particolarità nazionali e regionali, e dei diversi contesti storici e culturali, è dovere e responsabilità degli stati promuovere e tutelare tutti i diritti umani e le libertà fondamentali per tutti e tutte, indipendentemente dai sistemi politici, economici e culturali esistenti.

I diritti umani sono anche indivisibili e interdipendenti, il che significa che i diritti civili e politici ed i diritti economici, sociali e culturali vanno tutti posti sullo stesso piano. L'interdipendenza dei diritti richiede inoltre che tutti i diritti vengano presi in esame, tutelati e promossi simultaneamente, senza dare priorità ad alcuni rispetto ad altri."

Si chiama sistema internazionale dei diritti umani il sistema di Patti, Convenzioni, trattati, protocolli, organismi di promozione e di controllo, che è stato costruito dalla comunità internazionale a partire dalla Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948. Esso in realtà ha origini ancora più antiche, ed è oggi articolato in modo molto complesso, a livello sia internazionale che regionale.

 

 

Introduzione ai diritti umani



L'ordinamento giuridico

Lapproccio internazionale ai diritti umani deriva dai principi riconosciuti nella Carta delle Nazioni Unite e nella Dichiarazione universale dei diritti umani. Nel corso dei decenni sono state date definizioni particolari di diritti e libertà. Lattuale attenzione delle Nazioni Unite verso le strategie di sviluppo incentrate sugli esseri umani è profondamente radicata nell'esplicito riconoscimento, fin dall'inizio, della parità di diritti e libertà per uomini e donne, e in una cura particolare nel proteggere la dignità fondamentale della persona.
E necessario distinguere fra i trattati sui diritti umani considerati vincolanti per gli stati che li accettano (ma di solito devono essere ratificati da un numero minimo di nazioni prima che entrino in vigore), e le decisioni consensuali prese nelle conferenze internazionali o in altre assemblee. Queste non hanno valore vincolante, ma sono l'espressione della coscienza mondiale. Secondo tali parametri, la Convenzione sull'eliminazione di ogni discriminazione contro le donne è un trattato vincolante ratificato o accettato da 154 stati, mentre il Programma d'azione della Conferenza del Cairo è un accordo internazionale. Tale accordo, comunque, è stato rafforzato da altri accordi simili sottoscritti nel corso di altri incontri internazionali, come il Summit mondiale per lo sviluppo sociale e la quarta Conferenza mondiale sulle donne.
Secondo i trattati internazionali sui diritti umani, gli stati non devono interferire con le libertà individuali e devono intraprendere misure concrete per promuovere l'esercizio dei diritti. Le violazioni dei diritti possono risultare quindi sia dall'azione diretta dello stato che dal suo fallimento nel promuovere, proteggere o difendere tali diritti. Sono perciò necessari dei criteri chiari che definiscano gli obblighi minimi degli stati. Un'altra categoria di violazioni include le pratiche discriminatorie che non garantiscono gli stessi diritti per tutti.

Gli strumenti sui diritti umani

Il Preambolo della Carta delle Nazioni Unite (1945) riafferma la fede nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana, negli eguali diritti per gli uomini e per le donne e per le nazioni grandi e piccole. La Carta riconosce che uno dei propositi delle Nazioni Unite è:

Realizzare la collaborazione internazionale nel... promuovere e incoraggiare il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti, senza distinzioni di razza, sesso, lingua o religione.'

La Dichiarazione Universale dei Diritti umani (1948) elaborò ulteriormente i principi della Carta. Plasmata da contributi della Commissione sui diritti umani e della Commissione sulla condizione delle donne, la Dichiarazione afferma la necessità di uno standard comune di realizzazione per tutti i popoli e tutte le nazioni tale da assicurare i diritti e le libertà politiche, sociali, economiche e culturali fondamentali. Si riconoscono la dignità intrinseca e i diritti eguali e inalienabili a tutti i membri della famiglia umana come il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo e viene riaffermata la fede della Carta nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana e nei diritti eguali per gli uomini e per le donne.
Un'estesa serie di regole, dell'Assemblea generale e del Consiglio sociale ed economico hanno perfezionato la definizione dei diritti fondamentali, in particolare dei diritti delle donne. Dopo due decenni, nel tentativo di rafforzare la Dichiarazione Universale e di precisare ulteriormente le specifiche responsabilità, la comunità internazionale si è accordata su due ulteriori trattati: la Convenzione internazionale sui diritti civili e politici (cui spesso ci si riferisce come la Convenzione Politica) e la Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (conosciuta anche come Convenzione sui Diritti economici). Entrambe sono entrate in vigore nel 1976.
Lo sviluppo delle due convenzioni riflette sia le politiche di quegli anni che il precedente dibattito sui diritti. Laccento sui diritti civili e politici è stato posto soprattutto da quelle nazioni le cui tradizioni politiche e ideologie enfatizzavano i diritti individuali rispetto allo Stato. Viceversa, gli stati più attenti a uno sviluppo complessivo, hanno dato maggiore importanza ai diritti economici, sociali e culturali e, in sostanza, ai diritti dei gruppi piuttosto che a quelli individuali. Entrambi i documenti, comunque, incorporano il nucleo dei principi della Dichiarazione Universale, compreso il diritto delle donne a essere libere da ogni forma di discriminazione, a riunirsi in assemblea e associazione, e i cosiddetti diritti familiari (diritto di sposarsi, fondare una famiglia e avere una vita privata e familiare).
Larticolo 12 della Convenzione sui diritti economici riconosce il diritto di ogni individuo a godere delle migliori condizioni di salute fisica e mentale che sia in grado di conseguire. In sostanza, obbliga gli Stati a fare tutti i passi necessari per ridurre la mortalità di madri e figli nel parto e per assicurare a tutti servizi medici e assistenza in caso di malattia.
Il Protocollo facoltativo della Convenzione politica dà facoltà ai cittadini degli stati che l' hanno sottoscritto, di denunciare le violazioni dei diritti e obbliga i governi a risponderne, dopo aver verificato che le violazioni abbiano realmente avuto luogo.
Mentre la Dichiarazione universale dei diritti umani è stata adottata nel 1948 da tutte le nazioni, molti paesi non hanno ratificato la Convenzione sul diritti politici ed economici. Un certo numero di stati ha espresso varie riserve di carattere culturale e sociale all'approvazione di alcune parti specifiche della Convenzione. Gli stati firmatari possono in effetti chiedere alcune eccezioni in settori specifici, ma devono giustificare ogni azione che potrebbe altrimenti essere considerata una violazione dei diritti sanciti dai trattati stessi. Le eccezioni debbono essere codificate in leggi con un'apposita procedura cautelare. Sono stati adottati del trattati regionali sui diritti umani vincolanti per determinate aree. La Convenzione Europea è stata adottata nel 1950, ed è entrata in vigore nel 1953; la Carta sociale europea del 1961 è entrata in vigore nel 1965. La Convenzione Americana e la Carta Africana sono state promulgate dopo la Convenzione sui diritti economici e politici: entrambe hanno integrato le due tipologie di diritti in un unico documento.
La comunità internazionale ha anche definito il quadro legislativo per affrontare situazioni e problemi specifici, come la discriminazione razziale, la discriminazione e la violenza contro le donne e i diritti dei bambini.

La Convenzione delle donne, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1979, ha cercato di colpire la diffusa discriminazione sociale, culturale ed economica nei confronti delle donne. Questo documento stabilisce definizioni e criteri più chiari delle precedenti convenzioni e amplia notevolmente gli strumenti per combattere le discriminazioni. In particolare viene riconosciuto che, visto che i ruoli sociali differiscono per genere, le misure contro discriminazioni e abusi non possono limitarsi a richiedere semplicemente una parità di trattamento fra uomini e donne. E necessaria una definizione più positiva delle responsabilità per riuscire a estendere a tutti gli stessi diritti. Per questo, la Convenzione ha riconosciuto la necessità di un'analisi più approfondita delle differenze di genere nei ruoli e nelle pratiche sociali, per assicurarsi che tali pratiche non indeboliscano le garanzie sancite dai diritti.
La Convenzione delle donne ha anche riconosciuto che gli stati devono agire per eliminare le violazioni dei diritti delle donne da parte di singoli, gruppi o organizzazioni, e lavorare per sradicare qualsiasi forma di discriminazione, a cominciare da quelle legate alle differenze di genere.

La Convenzione sui diritti dell'infanzia riconosce la responsabilità degli stati nell'estendere un'ampia gamma di garanzie legali ai bambini. Riafferma anche il diritto a usufruire dei servizi di pianificazione familiare riconosciuto dalle convenzioni e dalle conferenze precedenti. Questa convenzione obbliga gli stati a dimostrare gli sforzi effettuati per realizzare gli obiettivi previsti. La Convenzione è stata ratificata da quasi tutti gli stati del mondo, e questo l'ha trasformata in un valido strumento per continuare a responsabilizzare i governi sulle questioni riguardanti i diritti umani.
L'articolo 24 della Convenzione obbliga gli stati a garantire appropriate cure mediche alle madri in stato di gravidanza. E inoltre li chiama a prendere tutte le misure efficaci e appropriate per abolire le pratiche tradizionali che possono risultare pregiudizievoli per la salute dei fanciulli. L'articolo 34 dice che gli stati devono impegnarsi a proteggere il fanciullo contro ogni forma di sfruttamento e violenza sessuale. Larticolo 12 garantisce al bambino il diritto d'espressione; l'articolo 13, il diritto all'informazione; e l'articolo 14, la libertà di associazione. Larticolo 17 stabilisce che il bambino dovrebbe avere accesso a tutte le fonti d'informazione che mirano a promuovere il suo benessere sociale e morale, nonché la sua salute fisica e mentale.


Il controllo dell'applicazione

Ai paesi che hanno ratificato i trattati sui diritti umani viene chiesto di fare regolarmente rapporto sulle azioni intraprese per assicurarne l'esercizio e il godimento. Alcuni organismi controllano il miglioramento degli strumenti dei diritti. Il Comitato per i diritti umani, per esempio, controlla l'applicazione della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici e raccoglie le denuncie di coloro i cui diritti sono stati violati; mentre il Comitato per l'eliminazione di ogni discriminazione contro le donne (Cedaw) controlla l'applicazione della Convenzione delle donne.
Gli organismi dei diritti umani offrono raccomandazioni e interpretazioni per facilitare i processi di monitoraggio, revisione e valutazione dell'applicazione dei trattati. Tali raccomandazioni possono prendere diverse forme. Alcune, per esempio, chiariscono i provvedimenti dei trattati, specificando quali azioni dovrebbero essere intraprese dai governi, gruppi o individui. Altre stabiliscono criteri e interventi per tutelare o estendere un determinato diritto.
Secondo tale procedura, una raccomandazione del Cedaw del 1994 ha riscontrato che la violenza contro le donne all'interno della famiglia viola il diritto alla non-discriminazione delle donne in ogni questione relativa al matrimonio e alle relazioni familiari. E ha perciò suggerito alcune misure, come per esempio la condanna penale e il risarcimento dei danni nei casi di violenza domestica; la cancellazione della difesa dell'onore familiare come attenuante legale per le aggressioni o per l'omicidio; l'istituzione di servizi di accoglienza per le vittime della violenza familiare; l'attuazione di programmi di riabilitazione per i colpevoli recidivi; e servizi di sostegno per quelle famiglie dove si siano verificati casi di incesto o di abusi sessuali.
Gli organi di controllo stabiliscono anche che cosa deve venire inserito dai paesi nelle relazioni periodiche sull'applicazione ai trattati (per esempio, i dati disponibili sull'incidenza di qualsiasi forma di violenza all'interno della famiglia). Le relazioni nazionali vengono sottoposte al Consiglio economico e sociale (Ecosoc) e all'Assemblea Generale.
Oltre ai comitati che controllano l'applicazione dei trattati, il sistema delle Nazioni Unite comprende altre commissioni sui diritti umani, gruppi di lavoro e sistemi di verbalizzazione. Speciali gruppi di lavoro e relatori esaminano, per esempio, talune questioni globalmente o rispetto a singoli paesi per conto della Commissione sui diritti umani. La Commissione sui diritti umani relaziona all'Ecosoc e, attraverso l'Alto Commissario per i diritti umani, al Segretario Generale.
Dopo che il contenuto di un trattato internazionale è stato negoziato, gli stati che hanno trovato un accordo possono firmare il documento e sottoporlo alla ratifica nazionale. Gli Stati possono anche presentare alcune riserve formali a particolari disposizioni. Ci sono variazioni significative sia nel numero di stati che firmano o ratificano le varie convenzioni sui diritti umani, sia nel numero e nell'estensione delle riserve.
Da quando, nel 1948, la Dichiarazione universale dei diritti umani è stata adottata, il numero degli stati membri delle Nazioni Unite è notevolmente aumentato, e questo comporta che talvolta gli stati aderiscono ad alcuni trattati senza avere partecipato alla stesura iniziale. Comunque, le interpretazioni e gli obblighi inseriti nei vari trattati vengono sottoposti a una costante revisione attraverso i vari organi di controllo. La corrispondenza dei trattati alle questioni pratiche dello sviluppo è anch'essa soggetta a revisioni attraverso il meccanismo delle conferenze internazionali.


Gli accordi delle Conferenze Internazionali

La definizione dei diritti umani trova espressione negli accordi delle conferenze internazionali oltre che nei trattati. [..] Però, mentre i documenti delle conferenze non hanno vincolo legale, gli organi di controllo dei trattati sui diritti umani possono fissare le loro decisioni, per esempio, sotto forma di criteri stabiliti e formulare interpretazioni e raccomandazioni. Essendo espressione del consenso internazionale, gli accordi delle conferenze sono anch'essi forti strumenti di pressione, e possono influenzare la formulazione delle leggi e delle politiche nazionali.
Dalla Conferenza mondiale sui diritti umani del 1993 è emerso un nuovo strumento legislativo internazionale per i diritti umani. La Dichiarazione di Vienna e il Programma d'azione hanno stabilito, infatti, che i diritti umani devono essere considerati una norma universale, indipendentemente dagli standard dei singoli stati-nazione.
Laccordo di Vienna ha messo in evidenza il fatto che i diritti delle donne e delle bambine devono essere considerati come una parte inalienabile, integrale e indivisibile dei diritti umani, che richiede un'attenzione speciale all'interno delle attività per i diritti umani in generale. Bisogna dare una maggiore importanza all'obiettivo di sradicare tutte le forme di discriminazione sessuale, e in assoluto allo sradicamento di ogni forma di violenza basata sul genere. All'Assemblea Generale è stato chiesto di adottare la Dichiarazione sull'eliminazione di ogni violenza contro le donne (l'Assemblea l'ha fatto poi il 20 dicembre 1993) e di nominare un responsabile per controllarne lapplicazione. La conferenza ha lanciato un appello affinché la Convenzione delle donne venga ratifica universalmente entro l'anno 2000. Nel frattempo sta lavorando per convincere gli stati a ritirare le riserve incompatibili con gli obiettivi della convenzione.
La Conferenza di Vienna ha anche sostenuto che le donne dovrebbero godere, per tutta la vita, degli standard di salute fisica e mentale più alti possibile. Nello stesso tempo ha riaffermato il principio della parità fra uomini e donne e il diritto a eguale accesso a tutti i livelli dell'istruzione. Inoltre, ha riconosciuto il diritto ad avere accesso a servizi sanitari adeguati e a ogni strumento disponibile di pianificazione familiare.
La Conferenza internazionale su popolazione e sviluppo del 1994 ha stabilito che i diritti umani ufficialmente riconosciuti devono essere applicati a qualsiasi tipo di programma sulla popolazione. Il Programma d'azione della Conferenza su popolazione e sviluppo ha sottolineato che il diritto allo sviluppo è un diritto universale e inalienabile ed è parte dei diritti umani fondamentali, e la persona umana è il soggetto centrale dello sviluppo.
Il contesto e i contenuti dei diritti riproduttivi vengono trattati a parte (vedi la prossima sezione).
[...]


Perché i diritti sono importanti

I diritti umani comunemente accettati non hanno bisogno di giustificazioni. Occorre però tenere conto di una serie di considerazioni sulle tendenze globali in atto che rendono ancora più urgente l'impegno internazionale, nazionale e locale per innalzare il livello dei diritti umani fino a comprendere quelli riproduttivi.

• Il rapido processo di urbanizzazione in atto a livello mondiale sta portando a più stretto contatto persone provenienti da culture e background diversi, con usi e costumi differenti. Includere nelle legislazioni nazionali e nelle istituzioni sociali i principi di tutela dei diritti umani è vitale per promuovere l'integrazione sociale.

 

• In parallelo si registra un incremento degli spostamenti e delle migrazioni sia interne che internazionali, facilitati dall'accessibilità dei trasporti e delle comunicazioni. Contemporaneamente, guerre ed altre emergenze stanno costringendo milioni di esseri umani ad abbandonare il proprio paese, trasformandoli in profughi. Questa situazione richiede un'intesa sulla definizione dei diritti fondamentali e sulle garanzie da accordare a ciascun individuo. Tutelare le tradizioni locali e, nello stesso tempo, formulare giudizi su usi e costumi stranieri imposti in nuovi contesti, richiede dei criteri comuni di valutazione. Un impianto teorico basato sui diritti umani può fornire tali criteri.


I casi relativi a questo tipo di questioni sono moltissimi. Un esempio recente è la decisione presa dagli Stati Uniti nel 1996, di offrire asilo politico a una donna che sarebbe stata sottoposta a mutilazioni genitali se fosse stata rimpatriata nel nativo Togo. In Francia e stata respinta la richiesta di un gruppo di immigrati, che mirava a ottenere che le mutilazioni genitali femminili venissero praticate dal servizio sanitario pubblico.

• La crescente complessità dell'attività di governo e la decentralizzazione dei processi decisionali e amministrativi, all'interno degli stati richiede linee guida e criteri comuni per definire doveri e responsabilità. Gli accordi sui diritti umani possono sostituire o rafforzare le leggi nazionali e le procedure necessarie per assicurare una tutela di base. Inserirli nelle linee guida dei servizi sanitari, per esempio, può aiutare ad assicurarsi che le autorità locali li rispettino e agiscano effettivamente per migliorare l'accesso ai servizi e alle informazioni sanitarie.

 

• E considerato sempre più importante per uno sviluppo sostenibile il rafforzamento di quelle istituzioni della società civile che si pongono a metà strada fra il sistema statale e la base della società. Le istituzioni civili forti funzionano al meglio in un contesto di diritti universalmente riconosciuti, dove possono servire anche come mediatori per chiedere o controllare l'applicazione dei diritti.

 

• Il crollo dell'amministrazione civile sta diventando un aspetto tipico del mondo di oggi. Limpegno della comunità internazionale nei confronti dei diritti umani fondamentali può rafforzare la credibilità e la legittimità delle azioni internazionali nelle situazioni di conflitto o in quelle post-belliche, e può impedire ai più potenti di depredare i più deboli. Meccanismi governativi e civili più forti, sia a livello nazionale che internazionale, possono aiutare a riparare le ingiustizie che nascono dalla violazione dei diritti e fornire, a coloro che sono stati danneggiati, una base per chiedere aiuto.

 

• La crescente influenza sulla vita nazionale di alcune istituzioni transnazionali, come le corporazioni o le istituzioni finanziarie internazionali, rende sempre più difficile per i singoli stati, riuscire a regolare le attività allinterno di questi organismi con la soddisfazione dei bisogni dei propri cittadini. Gli accordi sui diritti umani offrono la base per la definizione di alcuni criteri applicabili alle attività delle istituzioni transnazionali che possono entrare a far parte dei codici di comportamento internazionale. Per esempio, gli accordi sui diritti umani motivano la richiesta, rivolta a queste istituzioni, di non ridurre gli investimenti nella ricerca scientifica di sistemi anticoncezionali o in altri tipi di ricerche relative alla salute riproduttiva.

 

• Gli accordi internazionali sui diritti umani possono servire anche come criteri cui riferirsi per formulare valutazioni e riflessioni in un periodo di rapide trasformazioni sociali. I cambiamenti sociali e culturali sono sempre un processo dinamico e selettivo, mediato da precedenti teorie, convinzioni e pratiche. La trasformazione dei modelli sociali, politici, economici e demografici in corso in molte nazioni rende necessario stabilire priorità comuni, perché il cambiamento sia integrato e costruttivo. Gli accordi sui diritti umani forniscono una solida base per valutare sia le innovazioni che la tradizione.

(Tratto da: UNFPA, Rapporto sulla popolazione 1997, edizione italiana a cura di aidos)

1 Genere si riferisce ai ruoli, costruiti socialmente, ascrivibili ai maschi e alle femmine. Tali ruoli, anche se basati su differenze biologiche, sono appresi; cambiano continuamente e variano enormemente fra le culture e al loro interno. Le questioni di genere, quindi, hanno a che fare con le differenze fra ciò che gli uomini e le donne fanno, e con il modo in cui, i loro ruoli definiti socialmente li avvantaggiano o li danneggiano. Concernono anche laccesso alle risorse, allautonomia e al controllo che risultano da specifici diritti, ruoli, potere o relazioni, responsabilità o aspettative assegnati agli uomini e alle donne.

2 Al febbraio 1997, non hanno ratificato la convenzione solo quattro nazioni dei 189 Stati membri delle Nazioni Unite.

3 Questo punto è stato trattato in modo eloquente dal Dott. Stephen Lewis, Delegato Direttore Esecutivo dellUNICEF, al secondo Seminario Internazionale sula salute e i diritti umani, Centro Franç ois-Xavier bagnoud (4-7 ottobre 1996). Questo centro e questa serie di seminari, stanno aiutando a fare avanzare lo sviluppo degli studi politici e delle applicazioni pratiche nellinterrelazione fra salute pubblica e argomenti relativi ai diritti umani. I documenti del secondo Seminario Internazionale appariranno nella rivista Health and Human Rights.

4 Gli altri organi di monitoraggio dei trattati sono il Comitato sui diritti economici, sociali e culturali, (che si rapporta allECOSOC); il Comitato sui diritti dellinfanzia; il Comitato sulleliminazione di ogni forma di discriminazione razziale e il Comitato contro la tortura.

5 Il Programma dazione della Conferenza internazionale su popolazione e sviluppo stabilisce che tutti i tentativi di attuazione saranno guidati, fra gli altri, dai seguenti principi: Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti. Ognuno è titolare di tutti i diritti e delle libertà sancite dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, senza alcuna distinzione di razza, colore, sesso, lingua, religione, opinioni politiche o di altra natura, appartenenze nazionali o sociali, proprietà, nascita o altro status. Ognuno ha diritto alla vita , alla libertà e alla sicurezza personale.

Déclaration des droits de lhomme et du citoyen Paris, 26 aout 1789

 

I rappresentanti del popolo francese, costituito in Assemblea nazionale, convinto che l'ignoranza, l'oblio e il disprezzo dei diritti naturali dell'uomo sono le sole cause del malessere pubblico e della corruzione dei governi, ha deciso di esporre in una dichiarazione solenne i diritti naturali, sacri e inalienabili, affinché questa dichiarazione, costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, ricordi loro senza sosta i propri diritti e i propri doveri; perché gli atti del potere legislativo e quelli del potere esecutivo, possano in ogni istante essere confrontati con il fine di ogni istituzione politica, essendo più rispettati; perché i reclami dei cittadini, fondati ormai su principi semplici e incontestabili, tendano sempre al mantenimento della Costituzione e al benessere di tutti.



Di conseguenza, l'Assemblea nazionale riconosce e proclama, al cospetto dell'Essere supremo, i seguenti diritti dell'uomo e del cittadino.

Articolo 1
Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull'utilità comune.

Articolo 2
Il fine di ogni associazione politica é la conservazione dei diritti naturali ed imprescrittibili dell'uomo. Questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all'oppressione.

Articolo 3
Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione. Nessun corpo o individuo può esercitare un'autorità che non emani espressamente da essa.

Articolo 4
La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri così, l'esercizio dei diritti naturali di ciascun uomo ha come limiti solo quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento di questi stessi diritti. Questi limiti possono essere determinati solo dalla Legge.

Articolo 5
La Legge ha il diritto di vietare solamente le azioni che risultano nocive alla società. Tutto ciò che non è vietato dalla Legge non può essere impedito e nessuno può essere costretto a fare ciò che essa non ordina.

Articolo 6
La Legge è l'espressione della volontà generale. Tutti i cittadini hanno il diritto di concorrere, personalmente o mediante i loro rappresentanti, alla sua formazione. Essa deve essere uguale per tutti, sia per quelli che protegge, sia per quelli che punisce. Tutti i cittadini, essendo uguali tra loro, sono parimenti ammissibili a tutte le cariche, i posti e gli impieghi pubblici, secondo le loro capacità e senza altre distinzioni che quelle del loro valore e dei loro talenti.

Articolo 7
Nessun uomo puo essere accusato, arrestato o detenuto se non nei casi determinati dalla Legge, e secondo le forme da essa prescritte. Quelli che sollecitano, firmano, eseguono o fanno eseguire ordini arbitrari devono essere puniti; ma ogni cittadino citato o arrestato in virtù della legge deve obbedire immediatamente o si renderà colpevole di resistenza.

Articolo 8
La legge non deve stabilire che pene necessarie in modo evidente e nessuno può essere punito che in virtù di una legge approvata e promulgata anteriormente al delitto e legalmente applicata.

Articolo 9
Essendo ogni uomo presunto innocente fino a quando non sia stato dichiarato colpevole, se si giudica indispensabile arrestarlo, ogni rigore che non fosse necessario per assicurarsi della sua persona deve essere severamente represso dalla Legge.

Articolo 10
Nessuno deve essere molestato per le sue opinioni, anche religiose, purché la manifestazione di esse non turbi l'ordine pubblico stabilito dalla Legge.

Articolo 11
La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell'uomo; ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare liberamente, salvo rispondere dell'abuso di questa libertà nei casi determinati dalla Legge.

Articolo 12
La garanzia dei diritti dell'uomo edel cittadino ha bisogno di una forza pubblica: questa forza è dunque istituita a vantaggio di tutti e non per l'interesse particolare di coloro ai quali è affidata.

Articolo 13
Per il mantenimento della forza pubblica e per le spese dell'amministrazione è indispensabile una contribuzione pubblica. Questa deve essere egualmente ripartita tra tutti i cittadini, secondo le loro possibilità.

Articolo 14
Ogni cittadino ha diritto, da se stesso o attraverso i suoi rappresentanti, di controllare la necessità della contribuzione pubblica, di approvarla senza costrizioni, di seguirne l'impiego e di esigerne il rendiconto.

Articolo 15
La società ha il diritto di chiedere conto della propria amministrazione a tutti i funzionari pubblici.

Articolo 16
Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri determinata, non ha Costituzione.

Articolo 17
Essendo la proprietà un diritto sacro e inviolabile, nessuno può esserne privato senza il suo consenso, tranne quando la necessità pubblica legalmente constatata lo esige, e sotto la condizione di una giusta e preventiva indennità.

 

 

 

 

Il ruolo delle organizzazioni regionali



Un ruolo importante e di crescente rilevanza per lattuazione dei diritti umani è svolto dalle organizzazioni regionali. Molte organizzazioni si sono dotate di convenzioni o dichiarazioni specifi-camente dedicate ai diritti umani, e numerose sono quelle che hanno approntato meccanismi specifici di tutela dei diritti. La funzione degli organismi regionali sui diritti umani è fondamentalmente quella di dialogare con gli stati, allo scopo di migliorare il livello di godimento dei diritti delle persone che risiedono nella regione. In alcuni casi, sono stati creati dei procedimenti di tutela giudiziaria dei diritti degli individui, attribuendo a questi ultimi il potere di denunciare uno stato parte davanti ad un organo giudiziario internazionale. Questa procedura è stata introdotta per la prima volta dalla Convenzione europea sui diritti umani e le libertà fondamentali del Consiglio dEuropa, ed è stato recentemente riformata, come illustrato nelle pagine seguenti. Il meccanismo giurisdizionale creato dalla Convenzione europea ha fatto da riferimento per la procedura di ri- corso individuale prevista dalla Convenzione americana dei diritti umani. Anche qui la procedura si impernia su una Commissione (che già esisteva nellambito della Organizzazione degli Stati Americani) e una Corte. Nel sistema interamericano la Corte sorveglia direttamente lesecuzione delle proprie sentenze e può condannare gli stati non solo a corrispondere unequa soddisfazione, ma anche a risarcire i danni. E inoltre molto ampia e importante la facoltà della Corte di emettere pareri, anche sulla congruenza con la Convenzione di leggi interne. La Carta Africana dei diritti delluomo e dei popoli istituisce una Commissione dei diritti delluomo e dei popoli (artt. 30-63) che può ricevere comunicazioni stato contro stato e di individui contro stato, ma può emanare solo rapporti, non condannare uno stato membro. Il 10 giugno 1988 lOrganizzazione per lUnità Africana (OUA) ha adottato un Protocollo alla Carta Africana che istituisce una Corte africana dei diritti umani e dei popoli. Il Protocollo entrerà in vigore dopo 15 ratifiche e ammette i ricorsi della Commissione, di stati membri del protocollo, organizzazioni intergovernative africane, di organizzazioni nongovernative con status consultivo presso la Commissione e di individui. Queste ultime due categorie avranno diritto di petizione solo contro gli stati che accettano con apposita dichiarazione la competenza della futura Corte. Le sentenze potranno condannare uno stato a misure appropriate per rimediare alla violazione, incluso il pagamento di una somma a titolo di compensazione o di riparazione. LOrganizzazione della Conferenza degli Stati Islamici, creata nel 1969, con sede a Jedda (Arabia Saudita) e che riunisce 56 paesi islamici asiatici, africani ed europei, ha adottato il 5 agosto 1990, nellambito della XIX Conferenza islamica dei Ministri degli Esteri, la Dichiarazione del Cairo sui diritti umani nellIslam, documento politico che non prevede però strumenti di implementazione o monitoraggio specifici.



Diritti umani: suggerimenti per passare dalle norme alla realtà

A partire dagli anni 80, è sempre più netta e condivisa lopinione che la sfida maggiore nel campo dei diritti umani non sia più quella della codificazione - le norme esistenti sono infatti numerose e puntuali - ma della messa in pratica. Quattro concetti risultano importanti per seguire la giusta direzione.
1 Aumento delle ratifiche e diminuzione delle riserve. Il primo passo consiste nel fare in modo che i trattati sui diritti umani vengano firmati e ratificati dal maggior numero possibile di paesi, riducendo al minimo le riserve poste dagli stati alle singole disposizioni, così che tutti gli stati risultino tenuti agli stessi obblighi. Su questa strada sono stati ottenuti progressi notevoli.
2 Organismi di monitoraggio indipendenti. Il secondo passo è creare organi internazionali per sovrintendere al rispetto da parte degli stati degli obblighi da loro assunti in materia di diritti umani. Perché tale controllo possa svolgersi efficacemente è necessario che tali organismi siano indipendenti rispetto ai governi.
3 Diritto di petizione e al risarcimento per le vittime delle violazioni. E necessario che le vittime delle violazioni, i cittadini, la società civile abbiano accesso ad istanze internazionali. Questi organi devono poter emanare atti che si impongano agli stati con una forza morale e giuridica. Su questa via i progressi sono molto recenti. Il passaggio da una considerazione solo astratta e ideologica dei diritti umani, che implicava tra laltro limpossibilità di discutere e di decidere misure su casi concreti di violazione, ad unattenzione concentrata sullapplicazione concreta degli standard identificati è evidente nellevoluzione storica degli organi internazionali per i diritti umani.
4 Mainstreaming. Un passo fondamentale per la attuazione dei diritti umani appare oggi quello di inserire la dimensione dei diritti umani in tutte le azioni degli organismi internazionali, soprattutto nelle politiche economiche, per lo sviluppo e di sicurezza ( human rights mainstreming). In questo compito, una responsabilità primaria è attribuita allAlto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. Anche il Consiglio dEuropa da questanno ha istituito unanaloga figura. Peraltro la politica di mainstreaming non può ritenersi limitata agli organismi internazionali. In altre parole vi è la necessità di integrare i diritti umani nelle attività, nei programmi e nelle politiche di tutte le istituzioni e gli organismi di società civile, ad ogni livello. Si tratta di accentuare la valenza dei diritti umani quale fattore essenziale di buon governo.




Da www.cepadu.unipd.it bollettino 19 p.17-18

 

Cronologia dei principali strumenti sui diritti umani 1948-98*



Strumenti adottati
nel sistema delle Nazioni Unite

9 dicembre 1948
LAssemblea generale (AG) adotta la Convenzione sulla prevenzione e la punizione del crimine di genocidio. Entrata in vigore il 12 gennaio 1951.

10 dicembre 1948
LAG adotta la Dichiarazione universale dei diritti umani. Risoluzione n. 217 A (III).

12 agosto 1949
La Conferenza diplomatica adotta le Convenzioni di Ginevra relative alla protezione delle vittime nei conflitti armati interni e

internazionali.
2 dicembre 1949
LAG adotta la Convenzione per labolizione del traffico delle persone e dello sfruttamento della prostituzione. Entrata in vigore il 25 luglio 1951.

14 dicembre 1950
LAG adotta lo Statuto dellAlto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Risoluzione n. 428 (V).

28 luglio 1951
La Conferenza dei plenipotenziari delle Nazioni Unite sulla condizione dei rifugiati adotta la Convenzione sulla condizione dei rifugiati. Entrata in vigore il 22 aprile 1954.

20 dicembre 1952
LAG adotta la Convenzione sui diritti politici delle donne. Entrata in vigore il 7 luglio 1954.

28 settembre 1954
La Conferenza delle Nazioni Unite sulla condizione degli apolidi adotta la Convenzione sulla condizione degli apolidi. Entrata in vigore il 6 giugno 1960.

7 settembre 1956
La Conferenza dei plenipotenziari delle Nazioni Unite adotta la Convenzione supplementare sullabolizione della schiavitù, del commercio degli schiavi e di ogni altra pratica simile alla schiavitù. Entrata in vigore il 30 aprile 1957. (La Convenzione sulla schiavitù fu adottata il 25 settembre 1926.)

29 gennaio 1957
LAG adotta la Convenzione sulla nazionalità delle donne sposate. Entrata in vigore l11 agosto 1958.

25 giugno 1957
La Conferenza generale dellOrganizzazione internazionale del lavoro adotta la Convenzione sullabolizione del lavoro forzato.

20 novembre 1959
LAG adotta la Dichiarazione sui diritti del bambino. Risoluzione n. 1386 (XIV).

14 dicembre 1960
LAG adotta la Dichiarazione per lindipendenza dei paesi e dei popoli coloniali. Risoluzione n. 1514 (XV).

7 novembre 1962
LAG adotta la Convenzione sul consenso al matrimonio, l'età minima per il matrimonio e la registrazione dei matrimoni. Entrata in vigore il 9 dicembre 1964.

14 dicembre 1962
LAG adotta la Risoluzione sulla sovranità permanente delle risorse naturali. Risoluzione n. 1803 (XVII).

20 novembre 1963
LAG adotta la Dichiarazione per leliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale. Risoluzione n. 1904 (XVIII).

7 dicembre 1965
LAG adotta la Dichiarazione sulla promozione tra i giovani degli ideali di pace, rispetto reciproco e comprensione tra i popoli. Risoluzione n. 2037 (XX).

21 dicembre 1965
LAG adotta la Convenzione internazionale sulleliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale. Entrata in vigore il 4 gennaio 1969. Viene istituito il Comitato sulleliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale.

16 dicembre 1966
LAG adotta il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali. Entrato in vigore il 3 gennaio 1976.
LAG adotta il Patto internazionale sui diritti civili e politici e il corrispondente Protocollo opzionale. Entrati in vigore il 23 marzo 1976. Viene istituito il Comitato sui diritti umani (civili e politici).

6 giugno 1967
Il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite (Ecosoc) adotta la decisione n. 1235 (XLII) che autorizza la Commissione diritti umani e la Sottocommissione per la prevenzione della discriminazione e la protezione delle minoranze ad esaminare informazioni attinenti gross violations dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

7 novembre 1967
LAG adotta la Dichiarazione sulleliminazione della discriminazione nei confronti delle donne. Risoluzione n. 2263 (XXII).

13 maggio 1968
Prima Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui diritti umani. Viene adottata la Dichiarazione di Teheran.

26 novembre 1968
LAG adotta la Convenzione sulla imprescrittibilità dei crimini di guerra e contro lumanità. Entrata in vigore l11 novembre 1970.

11 dicembre 1969
LAG adotta la Dichiarazione sul progresso sociale e lo sviluppo. Risoluzione n. 2542 (XXIV).

27 maggio 1970
LEcosoc adotta la decisione n. 1503 (XLVIII), che stabilisce le procedure per consentire alla Commissione diritti umani e alla Sottocommissione per la prevenzione della discriminazione e la protezione delle minoranze di fare comunicazioni relative alle violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

24 ottobre 1970
LAG adotta la Dichiarazione sulle relazioni amichevoli e le relazioni fra gli Stati. Risoluzione n. 2625 (XXV).

30 novembre 1973
LAG adotta la Convenzione internazionale per la soppressione e la punizione del crimine di segregazione razziale (apartheid). Entrata in vigore il 18 luglio 1976. Viene istituito il Gruppo del tre per lesame della sua realizzazione.

1 maggio 1974
LAG, in seduta straordinaria, adotta la Dichiarazione relativa allallestimento di un Nuovo ordine economico internazionale (Noei). Risoluzioni n. 3201 e 3202 (S-VI).

19 novembre 1974
La Conferenza generale dellUnesco adotta la Raccomandazione sulleducazione per la comprensione, la cooperazione e la pace internazionali e sulleducazione ai diritti umani e alle libertà fondamentali.

12 dicembre 1974
LAG adotta la Carta dei diritti e dei doveri economici degli Stati. Risoluzione n. 3281 (XXIX).

9 dicembre 1975
LAG adotta la Dichiarazione contro la tortura ed ogni altra punizione o trattamento crudele, inumano o degradante. Risoluzione n. 3452 (XXX)

9 dicembre 1975
LAG adotta la Dichiarazione sui diritti delle persone disabili. Risoluzione n. 3447 (XXX).

8 giugno 1977
La Conferenza diplomatica adotta il Protocollo addizionale alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949 riferite alla protezione delle vittime nei conflitti armati interni e internazionali (Protocollo I e II).

16 dicembre 1977
LAG adotta la risoluzione relativa al riconoscimento del principio di interdipendenza e indivisibilità di tutti i diritti umani. Risoluzione n. 32/130.

22 novembre 1978
La Conferenza generale dellUnesco adotta la Dichiarazione sui principi fondamentali riguardo al contributo degli organi di informazione al rafforzamento della pace e della comprensione internazionale, per la promozione dei diritti umani e per la lotta contro il razzismo, lapartheid e lincitamento alla guerra (propone listituzione di un Nuovo ordine mondiale dellinformazione e della comunicazione - Nomic).

27 novembre 1978
La Conferenza generale dellUnesco adotta la Dichiarazione sulla razza e i pregiudizi razziali.

18 dicembre 1979
LAG adotta la Convenzione sulleliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne. Entrata in vigore il 3 settembre 1981. Viene istituito il Comitato sulleliminazione delle discriminazioni contro le donne.

25 novembre 1981
LAG adotta la Dichiarazione sulleliminazione di tutte le forme di intolleranza e di discriminazione fondate sul credo e la religione. Risoluzione n. 36/55.

12 novembre 1984
LAG adotta la Dichiarazione sul diritto dei popoli alla pace. Risoluzione n. 39/11.

10 dicembre 1984
LAG adotta la Convenzione contro la tortura ed ogni altro trattamento o punizione crudele, inumana o degradante. Entrata in vigore il 26 giugno 1987. Viene istituito il Comitato contro la tortura.

28 maggio 1985
LEcosoc istituisce il Comitato per i diritti economici, sociali e culturali, con il compito di esaminare lo stato di attuazione del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali. Decisione n. 1985/17.

10 dicembre 1985
LAG adotta la Convenzione internazionale contro la segregazione razziale nello sport. Viene istituita la Commissione contro la segregazione razziale nello sport.

13 dicembre 1985
LAG adotta la Dichiarazione sui diritti umani delle persone di nazionalità diversa da quella dei paesi in cui vivono. Risoluzione n. 40/144.

4 dicembre 1986
LAG adotta la Dichiarazione sul diritto allo sviluppo. Risoluzione n. 41/128.

27 giugno 1989
La Conferenza generale dellOrganizzazione internazionale del lavoro adotta la Convenzione n. 169 sui popoli indigeni e tribali nei paesi indipendenti. Entrata in vigore il 5 settembre 1991.

20 novembre 1989
LAG adotta la Convenzione sui diritti dei bambini. Entrata in vigore il 2 settembre 1990. Viene istituito il Comitato sui diritti del bambino.

15 dicembre 1989
LAG adotta il secondo Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici, per labolizione della pena di morte. Il Comitato diritti umani è incaricato di esaminare lattuazione del Protocollo.

18 dicembre 1990
LAG adotta la Convenzione internazionale per la protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie. Prevede listituzione del Comitato per la protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie.

17 giugno 1992
Il segretario generale delle Nazioni Unite presenta lAgenda per la pace (A/50/60 S/24111).

18 dicembre 1992
LAG adotta la Dichiarazione sui diritti delle persone appartenenti a minoranze nazionali o etniche, religiose e linguistiche.

25 maggio 1993
Il Consiglio di sicurezza istituisce il Tribunale internazionale per i crimini commessi nella ex Jugoslavia a partire dal 1991. Risoluzione n. 827.

25 giugno 1993
Seconda Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui diritti umani. Vengono adottati la Dichiarazione e il Programma dazione di Vienna.

20 dicembre 1993
LAG adotta la Dichiarazione sulleliminazione della violenza contro le donne. Risoluzione n. 48/104.

20 dicembre 1993
LAG istituisce lAlto Commissariato per i diritti umani. Risoluzione n. 48/141.

20 dicembre 1993
LAG adotta la risoluzione che proclama il Decennio internazionale dei popoli indigeni. Risoluzione n. 48/163.

8 novembre 1994
Il Consiglio di aicurezza istituisce il Tribunale internazionale per i crimini di genocidio commessi in Rwanda. Risoluzione n. 955.

23 dicembre 1994
LAG adotta la risoluzione che proclama il Decennio delle Nazioni Unite per leducazione ai diritti umani. Risoluzione 49/184.

3 gennaio 1995
Il segretario generale presenta il Supplemento allAgenda per la pace (A/50/60 S/1995/1).

4 novembre 1997
LAG adotta la risoluzione per il rilancio delle Nazioni Unite: Un programma per la riforma. Risoluzione n. 52/12.

3 aprile 1998
La Commissione diritti umani adotta la Dichiarazione sul diritto e le responsabilità degli individui e dei gruppi sociali di promuovere e proteggere i diritti umani e le libertà fondamentali internazionalmente riconosciuti. Risoluzione n. 1998/7.




Principali accordi giuridici regionali in materia di diritti umani

Consiglio dEuropa

4 novembre 1950
Convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Entrata in vigore il 4 novembre 1953. Vengono istituite la Commissione europea dei diritti umani e la Corte europea dei diritti umani.

18 ottobre 1961
Carta sociale europea. Entrata in vigore il 26 febbraio 1965 (rivista il 3 maggio 1996).

24 novembre 1977
Convenzione europea sullo status legale dei lavoratori migranti.

28 gennaio 1981
Convenzione per la protezione delle persone dal trattamento automatico dei dati personali.

20 aprile 1983
Protocollo n. 6 alla Convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali relativo allabolizione della pena di morte. Entrato in vigore il 1° marzo 1985.

26 novembre 1987
Convenzione europea per la prevenzione dalla tortura o altre pene inumane e degradanti. Entrata in vigore il 1° febbraio 1989. Viene istituito il Comitato per la prevenzione dalla tortura o altre pene inumane e degradanti.

5 febbraio 1992
Convenzione sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale.

1 febbraio 1995
Convenzione per la protezione delle minoranze nazionali.

25 gennaio 1996
Convenzione europea sullesercizio dei diritti dei bambini.

4 aprile 1997
Convenzione per la protezione dei diritti umani e della dignità dellessere umano con riguardo alle applicazioni in campo sanitario e biologico (Convenzione sui diritti umani e la biomedicina).




Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce)

1 agosto 1975
Atto finale di Helsinki

21 novembre 1990
Carta di Parigi per una nuova Europa.

10 luglio 1992
Dichiarazione di Helsinki.

6 dicembre 1994
Dichiarazione di Budapest.




Organizzazione degli Stati americani

22 novembre 1969
Convenzione americana sui diritti umani (Patto di S. José). Entrata in vigore il 18 luglio 1978. Vengono istituite la Commissione interamericana dei diritti umani e la Corte interamericana dei diritti umani.

17 novembre 1988
Protocollo addizionale alla Convenzione americana sui diritti umani relativo ai diritti economici, sociali e culturali.

8 giugno 1990
Protocollo addizionale alla Convenzione americana sui diritti umani relativo allabolizione della pena di morte.

9 giugno 1994
Convenzione interamericana sulla sparizione forzata delle persone.

9 giugno 1994
Convenzione interamericana sulla prevenzione, la punizione e leliminazione della violenza contro le donne (Convenzione di Belem do Para).




Organizzazione dellunità africana

10 settembre 1969
Convenzione sui rifugiati in Africa. Entrata in vigore il 20 giugno 1974.

27 giugno 1981
Carta africana dei diritti umani e dei diritti dei popoli. Entrata in vigore il 21 ottobre 1986. Viene istituita la Commissione africana per i diritti umani e i diritti dei popoli.

11 luglio 1990
Carta africana sui diritti dei bambini. Viene istituito il Comitato sui diritti dei bambini.




Organizzazione della Conferenza islamica

5 agosto 1990
Dichiarazione del Cairo sui diritti umani nellIslam.

* Tratto da Insegnare i Diritti Umani a cura di Flavio Lotti e Nicola Giandomenico, Edizioni Gruppo Abele