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"L’intervento educativo nel Bambino con Sindrome di Down. SCLEROSI MULTIPLA: L'ormone fa la differenza. Quattro viaggi nei dintorni di Charles Darwin.
SCOPERTA UNA BOTTEGA DI LEONARDO NEL CUORE DI FIRENZE. Shuttle al via Tornare ai classici per comprendere l’attualità.
Rubrica per Avvenimenti, di Valerio Calzolaio Mala education Huygens atterra su Titano dopo sette anni di viaggio

 

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L’intervento educativo nel Bambino con Sindrome di Down.
29 dicembre 2004
da http://www.trisomia21.it

Guida Pratica per genitori e operatori
A cura di:
Baracchini Muratorio G.
Bickel J.

U.O. di Neuropsichiatria Infantile, Azienda U.S.L. 5, Pisa
Centro A.I.A.S. Pistoia

Per gentile Concessione delle autrici.

Con questo documento apriremo la pubblicazione di una serie di articoli che verranno distribuiti nelle diverse aree del sito secondo l’argomento che via via sarà affrontato. L’insieme degli articoli costituisce un’interessante guida rivolta a genitori ed operatori coinvolti durante tutto il periodo dello sviluppo cognitivo e psicomotorio della persona Down, a partire dall’età evolutiva fino a quella adolescenziale.
I contenuti di questi scritti sono il risultato di una lunga esperienza delle autrici nella loro veste professionale di medici neuropsichiatri. L’esperienza condotta in varie situazioni, pubbliche e private, continua ancora oggi in modo intenso, appassionato e vissuta secondo i criteri scientifici della ricerca e della verifica dei risultati ottenuti nei confronti delle persone con Sindrome di Down. Se volessimo racchiudere in poche parole il messaggio di fondo delle autrici, si potrebbero forse riassumere due concetti fondamentali: il significativo impegno che ogni operatore e/o genitore deve dedicare a queste persone e considerare qualsiasi intervento, non solo educativo, all’interno del complesso contesto nel quale la persona Down è inserita.
Di seguito sono descritti i titoli degli scritti che prossimamente saranno pubblicati. Tornando su questa pagina ad ognuno di questi titoli sarà aggiunta una sottolineatura, vuol dire che un nuovo link è attivo e quindi sarà possibile leggere la pubblicazione del nuovo articolo. Quando tutti i titoli saranno attivi e quindi tutti gli articoli pubblicati, la redazione di Trisomia21.it raccoglierà in un unico documento gli scritti che potranno essere agilmente trasferiti sul vostro computer.
Vi auguro una buona lettura, con la speranza che questa risorsa, come le altre presenti nel sito, contribuisca a comprendere sempre meglio la dimensione cognitiva della persona con Sindrome di Down.
Ancora un sentito ringraziamento alle autrici che hanno deciso di diffondere questo lavoro tra le pagine web di Trisomia21.it.
Indice degli articoli

[Il supporto neuropsichiatrico e psicologico alla famiglia del bambino Down]
[L’intervento educativo nel bambino Down
Che cosa si intende per intervento educativo?]
Quando deve iniziare l’intervento educativo?
Dove va portato avanti tale intervento e da chi?
Quali sono le linee da seguire per l’educazione del bambino Down?
1) L’intervento psicomotorio
2) Lo sviluppo delle reazioni circolari e della rete di pensiero
3) L’autonomia personale e la propositività
4) La comunicazione non verbale
5) Il linguaggio parlato
L’asilo nido
La scuola materna
La scuola elementare
La scuola media e oltre"

"SCLEROSI MULTIPLA: L'ormone fa la differenza.
di Daniela Cipolloni
24 gennaio 2005
da http://www.galileonet.it

Ormoni sessuali e sclerosi multipla: due termini di un binomio nella cui correlazione potrebbe essere la chiave per comprendere meglio il processo neurodegenerativo della malattia, per spiegare le differenze fra uomini e donne e per cercare nuove strade terapeutiche. I risultati di una ricerca condotta all'Università "La Sapienza" di Roma e pubblicata sul Journal of Neurology, Neurosurgery and Psychiatry, suggeriscono che gli ormoni sessuali potrebbero essere coinvolti nei meccanismi di infiammazione e di riparazione tipici della sclerosi multipla, modulando la gravità dei danni cerebrali. Nei pazienti colpiti da sclerosi multipla, infatti, i livelli di ormoni sessuali femminili e maschili si ritrovano in quantità anomale rispetto alla norma. Nelle pazienti donne, a minori concentrazioni di testosterone corrispondono lesioni cerebrali più gravi. Nei pazienti maschi, invece, a fare la differenza è l'estradiolo: alte concentrazioni sono associate a condizioni più severe.

La sclerosi è la più frequente malattia infiammatoria del sistema nervoso centrale tra i 25 e i 35
anni: aggredisce la mielina, la guaina di rivestimento dei nervi, provocando disturbi nella trasmissione dei segnali elettrici che si riflettono in difficoltà motorie, visive e sensoriali del soggetto colpito. Le cause non sono ancora del tutto note e, anche se esistono terapie in grado di controllarne il decorso, non esiste una cura capace di arrestare la progressiva degenerazione delle cellule nervose. La suscettibilità verso la sclerosi multipla e il successivo decorso si declinano in maniera differente nei due sessi. Tuttavia, nessun trial prima d'ora analizzato questo punto.

"Le donne sono colpite in misura doppia rispetto agli uomini, anche se nelle forme benigne di malattia il rapporto donne-uomini è a favore delle prime, mentre il decorso progressivo è più frequente nel sesso maschile", spiega Valentina Tomassini, dottorando di ricerca in neuroscienze sperimentali e cliniche al Dipartimento di scienze neurologiche dell'Università "La Sapienza" e primo autore dello studio. "Anche il danno al tessuto nervoso è diverso: ha caratteristiche più degenerative per gli uomini e più infiammatorie per le donne". Nel complesso, diverse evidenze scientifiche, tra cui le variazioni nella risposta femminile durante il ciclo mestruale o la gravidanza, sembrano puntare agli ormoni sessuali per comprendere le ragioni di queste differenze.

La ricerca non ha chiarito del tutto il ruolo degli ormoni sessuali nella produzione e nella riparazione del danno cerebrale, ma ha indicato la necessità di procedere con ulteriori ricerche sperimentali e cliniche. "Gli estrogeni hanno un potente effetto antinfiammatorio e riparativo a livello cellulare, perciò le ricadute terapeutiche di questi studi potrebbero essere rilevanti, non solo per la sclerosi multipla, ma anche per altre patologie neurodegenerative, come il Parkinson o l'Alzheimer" sottolinea Adriana Maggi, direttore del Centro d'eccellenza sulle patologie neurodegenerative dell'Università di Milano.

Oltre ad aver individuato la possibilità di una terapia ormonale per prevenire il danno cerebrale, modularlo e contribuire alla sua riparazione, lo studio ha avuto il merito di indagare in un terreno ancora poco battuto dalla medicina: quello delle differenze di genere. "L'organismo maschile e quello femminile hanno una fisiologia estremamente diversa e i trattamenti farmaceutici ne dovrebbero tener conto in fase di sperimentazione clinica" afferma Maggi. "Gli ormoni sessuali sono solo il fattore discriminante più evidente, ma è fondamentale proseguire in questa direzione e approfondire le conoscenze anche sotto altri punti di vista".

Magazine, 28 gennaio 2005"

"Quattro viaggi nei dintorni di Charles Darwin.
25 dicembre 2004
da www.galileonet.it

Guido Barbujani
Dilettanti. Quattro viaggi nei dintorni di Charles Darwin
Sironi, 2004
pp.187, euro 14,50
Ordina su Ibs

Charles Darwin è in qualche modo un personaggio anomalo nella storia della scienza. Raramente presso il grande pubblico viene additato come uno dei grandi geni della scienza moderna. Molto più di lui, sono Einstein, Newton, Edison, Galilei, tanto per andare avanti e indietro nei secoli, le "star" della ricerca. Tuttavia, difficilmente l'impatto scientifico e in generale delle idee di Darwin può essere considerato minore della teoria della relatività o della legge di gravitazione universale. Anzi, proprio l'opposizione cieca e ottusa dei fondamentalisti cristiani alle teorie darwiniane dimostra quanto essa vada a toccare le radici profonde di una parte della cultura occidentale - non certo l'unica, per fortuna. I creazionisti per esempio si lanciano a testa bassa contro la selezione naturale, mettendo in dubbio l'età della terra stabilita con le misurazione della radioattività. Perché allora strepitare contro Darwin e non contro la fisica o la geologia che hanno prodotto le teorie su cui si basa tale misurazione?

Più di altri, Darwin ha avuto un impatto culturale "a tutto tondo". È quindi particolarmente appropriato l'omaggio che Barbujani, genetista dell'Università di Ferrara, ha voluto rendere a colui che ha messo la più importante costruzione teorica della biologia moderna ("niente ha senso in biologia se non alla luce dell'evoluzione" secondo uno dei maggiori genetisti del Novecento, Theodosius Dobzhansky): quattro narrazioni "verosimili" sulla vita di Darwin, opera di un romanziere più che di uno storico o di uno scienziato. Realtà e finzione si mescolano infatti nei quattro lunghi racconti che ritraggono il naturalista inglese in diverse fasi della vita.

I primi due sono ambientati durante gli anni del viaggio sul Beagle, in particolare nei mesi trascorsi in America del Sud. Il primo racconta del difficile rapporto con il capitano Robert Fitz-Roy, il comandante della nave che si sentiva in inferiorità rispetto al giovane e colto Darwin. Scatti d'ira e stratagemmi per allontanare quel civile che non era sottoposto alle regole della Marina di sua Maestà e che si permetteva di metterlo in imbarazzo di fronte ai subalterni. Inoltre, Darwin e Fitz-Roy erano contrapposti su diversi fronti: il primo che già iniziava a mettere in discussione, seppure confusamente, le teorie sull'origine delle specie; il secondo credente e poco incline a speculazioni naturalistiche innovative.

Il secondo racconto, anch'esso sudamericano, è invece legato alla terraferma, all'incontro di Darwin con la cultura argentina: un incontro reso intimo dalle febbri che lo attanagliano e che da una donna locale vengono curate con riti misteriosi.
Le ultime due narrazioni sono invece meno esotiche: Darwin è nella villa di famiglia a Down, dove lo va a trovare l'amico e confidente Joseph D. Hooker, che lo aiuterà a difendere e diffondere la teoria dell'evoluzione nel mondo scientifico inglese. L'ormai malandato Charles è accudito - con non pochi dubbi e apprensioni - dalla moglie Emma, fervente religiosa che di fronte alle idee del marito rimane interdetta, preda di interrogativi che vengono amplificati dalla visita del pastore locale. I due racconti mettono in scena i possibili retroscena dell'incontro - celebre - che avvenne nel 1860 a Oxford per discutere l'evoluzione, in cui Thomas H. Huxley mise a tacere l'infingardo e ignorante vescovo Samuel Wilberforce. Darwin all'inizio cercò di non mischiarsi in questa polemica, ma il risultato fu per lui un trionfo per il quale non poté che esultare, perfino di fronte alla preoccupatissima Emma.

Barbujani coniuga la passione per lo scienziato Darwin con una ottima capacità di scrittore: il libro non è mai noioso, e non si dilunga sui temi squisitamente scientifici, pur facendo trasparire in continuazione la serrata elaborazione teorica tipica del ragionare darwiniano. Un ottimo volume per fare conoscenza con il lato nascosto di Darwin, non storicamente vero ma sicuramente verosimile.

Mauro Capocci"

"Tornare ai classici per comprendere l’attualità.
di Carlo Baiamonte
30 dicembre 2004
da http://www.rivistaprometheus.it

C’è un’opera che vale la pena sottoscrivere e consigliare ai lettori, anche ai non addetti ai lavori, il cui titolo tuona come un’esortazione a tutti coloro che, occupandosi di pensiero economico, sono in cerca di modelli innovativi e di concetti originali per spiegare la ‘complessità’.
Torniamo ai classici. Produttività del lavoro, progresso tecnico e sviluppo economico è il titolo del recente saggio di teoria economica di Paolo Sylos Sabini.

Nel sottotitolo vengono evidenziati i nessi significativi per una buona economia: dalla lettura del saggio emerge, infatti, che produttività del lavoro, progresso tecnico o sviluppo economico non possono non interagire l’uno con l’altro, soprattutto in tempi come il nostro, viziati da considerazioni talvolta a favore soltanto di uno di questi elementi.
L’autore rende omaggio ai grandi temi della teoria economica, o per meglio dire, (per ricordare ciò che l’economia era ai primordi), della politica economica, attraverso il recupero del pensiero economico comune a Smith, Ricardo, Marx, Keynes, Kalecki, Harrod, Kaldor, pensatori d’eccezione, che hanno concentrato l’attenzione su pochi temi e strumenti analitici utilissimi ed attualissimi.

Il libro di Sylos Sabini, avviando il ragionamento a partire dai temi classici, sviluppa alcune criticità dell’economia contemporanea, ponendosi al contempo come un saggio specialistico (in cui si rifonda anche la metodologia dell’analisi economica), un testo storico (che analizza l’evoluzione dello statuto dell’economia dalle origini al Novecento), un saggio di etica dell’economia italiana (con uno sguardo particolarmente attento alla situazione del nostro paese).

L’approccio metodologico riguarda la ricostruzione ordinata di alcuni strumenti indispensabili alla scienza economica: innanzitutto la necessità di applicare strumenti utili per l’interpretazione del tempo storico e dei bisogni che "storicamente" una società esprime; poi, l’ausilio richiesto, ma sempre in maniera non fine a se stessa, ai modelli di formalizzazione offerti dalla matematica; ancora, l’affermazione dei punti di discontinuità tra l’economia pre-moderna (statica e resistente ai cambiamenti) e l’economia moderna e capitalistica (dinamica e sempre in crescita).
Il saggio propone un’analisi dettagliata delle fonti economiche principali, sia nella loro evoluzione, sia nelle loro caratteristiche: l’innovazione tecnologica costituisce un elemento portante, che assicura forti incrementi di flussi finanziari nei periodi di maggiore applicazione delle scoperte scientifiche.

Le implicazioni etiche accompagnano, invece, il saggio in tutte le sue parti. Una sensibilità spiccata, quella dell’autore, lascia trasparire la consapevolezza che lo sviluppo economico non può non generare uno sviluppo civile e civico. Le ragioni sono due, la prima a carattere secondario riguarda le tensioni sociali che devono essere sempre dimensionate e risolte in uno stato economico in via di sviluppo, la seconda, la più importante, è costituita dal fine ultimo dell’economia, di valorizzare la ricchezza delle risorse umane e professionali, nel senso più liberale possibile.
La sensibilità dell’autore trova piena espressione nelle tre grandi idealità poste e spiegate nel saggio, difficili ma non impossibili da perseguire: l’integrazione nel processo di sviluppo internazionale dell’Europa, la difesa dell’ambiente, la riduzione della miseria che interessa ancora larghi strati della popolazione mondiale.

Uno sguardo particolare alla situazione italiana, che si può esemplificare nell’ammonizione implicita all’analisi, che, senza una adeguata politica di investimenti nella formazione, nella ricerca, nella qualità del lavoro, non si può pensare né di essere competitivi né di aumentare la propria produttività.

Paolo Sylos Sabini
Torniamo ai classici.
Produttività del lavoro, progresso tecnico e sviluppo economico
La Terza - Roma-Bari – 2004
pagg. 164 - Euro 18,00"

"ARTE: SCOPERTA UNA BOTTEGA DI LEONARDO NEL CUORE DI FIRENZE.
11 gennaio 2005
da www.ansa.it

FIRENZE - Leonardo Da Vinci uso' come bottega alcuni ambienti che costituivano la foresteria laica del convento dell' ordine dei Servi di Maria attiguo alla basilica della Santissima Annunziata, nel cuore del centro storico. Lo hanno scoperto tre ricercatori dell' Istituto Geografico Militare che hanno individuato su alcune pareti, in luoghi privati fino ad ora inaccessibili, tracce architettoniche ed affreschi di scuola del maestro che hanno ''impressionanti associazioni'' con opere di Leonardo.

L' annuncio e' stato dato stamani da Alessandro Del Meglio, Roberto Manescalchi, Maria Carchio nel corso della conferenza stampa di presentazione della mostra 'Leonardo, i giochi e lo sport' allestita fino al 20 gennaio a Palazzo Panciatichi, sede del Consiglio regionale della Toscana. Erano presenti il presidente del consiglio regionale Riccardo Nencini, il comandante dell' Igm generale Renato De Filippis e il professor Alessandro Vezzosi, direttore del Museo ideale Leonardo Da Vinci.

La presenza di Leonardo in queste sale, hanno spiegato i ricercatori, e' testimoniata da Piero da Novellata in alcune lettere scritte ad Isabella D'Este e attestata dal Vasari nella vita del genio di Vinci. Quando Leonardo arrivo' a Firenze era quasi cinquantenne e proveniva da Milano dove era ormai diventato una celebrita'. Alloggio' dai frati dell' ordine dei Servi di Maria dove successivamente furono ospitati in quel periodo anche Andrea Del Sarto e Franciabigio. Queste nuove scoperte hanno lasciato piuttosto stupiti gli esperti tanto che il professor Vezzosi ha definito questa ricerca ''assai interessante per i nuovi elementi che aiutano a comprendere il contesto in cui Leonardo ha lavorato in queste stanze proprio 500 anni fa''. I risultati delle ricerche saranno presentati agli studiosi nel corso di un convegno in programma lunedi' 17 gennaio alle ore 17, sempre nella sede del Consiglio regionale.

I tre ricercatori hanno spiegato che su una parete di uno degli ambienti del convento e' raffigurato un tripudio di uccelli che sovrasta una ''probabile vergine annunciata'', ora perduta, e che costituisce una chiara citazione degli studi del maestro sul volo degli uccelli. Nella parte destra e' ancora visibile la traccia di un angelo staccato che richiama in modo evidente l' Angelo dell' Annunciazione esposta agli Uffizi.

L' altro elemento di grande interesse, relativo alla presenza della bottega, e' il ritrovamento di due grottesche (dipinti sul muro) in un locale al secondo piano identificato essere la traccia rimasta della cella/abitazione del ''Maestro Valerio'' citato dal Vasari. Le grottesche sarebbero attribuite a Morto da Feltre, l' artista vissuto a cavallo del '500 che, sempre secondo il Vasari, sarebbe stato richiamato in loco dalla presenza del maestro.

L' analisi di questi spazi ha permesso anche di identificare, all' altezza del braccio che separa il primo dal secondo chiostro, un vecchio portale di ingresso al convento, poi chiuso quando sono state costruite le scuderie granducali. Accanto all' ingresso quattrocentesco e' stata scoperta anche una scala dimenticata e praticamente integra attribuita dai ricercatori dell Igm a Michelozzo, principale allievo del Brunelleschi, e datata attorno al 1430.

IL CODICE ATLANTICO DI LEONARDO ESPOSTO ALL'ACCADEMIA DEI LINCEI
Una settantina di tavole del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, la ricostruzione del carro automobile progettato da Leonardo per le feste di Ludovico il Moro e una decina di modelli di macchine realizzati negli anni '50, fra i quali l'ornitottero, una delle macchine volanti di Leonardo: Roma accoglie cosi' per la prima volta la mostra dedicata al Codice Atlantico. Da domani a Roma tavole e modelli di Leonardo saranno esposti al pubblico nella mostra organizzata dall'Accademia dei Lincei in occasione delle celebrazioni del suo quarto centenario.

L'obiettivo e' ripercorrere i cinque secoli di storia che legano i progetti di Leonardo e gli sviluppi piu' recenti della tecnologia e in questo cammino ideale il punto di riferimento e' l'edizione del Codice Atlantico pubblicata nel 1904 in 280 esemplari dalla casa editrice Hoepli. L'opera, della quale restano ormai in circolazione pochissime copie, e' la piu' fedele ricostruzione del Codice, realizzata in 15 anni di lavoro dagli studiosi dell'Accademia dei Lincei, primo fra tutti Giovanni Piumati.

''E' una straordinaria opera grafica'', ha osservato il coordinatore scientifico della mostra, Carlo Barbieri, e oggi e' anche, ha aggiunto, ''l'unica possibilita' di vedere il Codice''. Vicino ai disegni di Leonardo, la mostra espone le macchine realizzate oggi sulla base degli stessi principi e all'insegna dell'alta tecnologia, come la bicicletta in lega di carbonio e il cuscinetto a sfere toroidale. Uno spazio particolare e' riservato al carro automobile di Leonardo, ricostruito dall'Istituto e museo di Storia della Scienza di Firenze. Secondo Barbieri ''non puo' essere considerato l'antesignano delle automobili, ma sicuramente questa macchina di basava su anticipazioni tecnologiche molto importanti'', come la propulsione a molla e il meccanismo differenziale.

Matematica, geografia, ottica, ingegneria militare e idraulica sono le protagoniste delle tavole del Codice Atlantico esposte nelle sale dell'Accademia, accanto alle ricostruzioni delle macchine di Leonardo, tutte provenienti dal museo di Vinci, come il ponte girevole, la motrice a pale e la vite aerea.

Aperta a Roma fino al 28 febbraio, la mostra si spostera' successivamente a Budapest, Praga, Bratislava, Zagabria e Vienna. Il suo itinerario proseguita' fra 2006 e 2007 a Barcellona, Madrid e Lisbona. Possibile anche una tappa negli Stati Uniti. Prosegue cosi' l'itinerario cominciato nel maggio 2004 in Austria, nel Palazzo imperiale di Insbruck. ''Problemi burocratici avevano impedito allora di aprire la mostra nell'Accademia dei Lincei, luogo in cui il Codice Atlantico e' nato'', ha concluso Barbieri, ma finalmente da domani mattina le tavole e le macchine di Leonardo si potranno ammirare nelle sale dell'Accademia a Roma."

"Shuttle al via
E intanto, a Mosca, Europa e Russia firmano un accordo per l'utilizzo e lo sviluppo di futuri razzi vettori
6 febbraio 2005
da www.lagazzettadelmezzogiorno.it

La ripresa dei voli delle navette spaziali americane si avvicina. Il lancio che segnerà la ripresa delle missioni a due anni dalla tragedia del Columbia resta fissato nella "finestra" prevista tra metà maggio e i primi di giugno, e al Kennedy Space Center l'attività è già frenetica.
Da alcuni giorni, all'interno del VAB (Vehicle Assembly Building), il grande edificio a forma di cubo dove le navette vengono posizionate sulla piattaforma di lancio, è arrivato il serbatoio centrale, l'External Tank (nella foto Nasa) che rifornisce di idrogeno e ossigeno liquidi i tre motori principali dello shuttle, che per la missione Sta 114 vedrà protagonista il Discovery. Il serbatoio sarà tra i principali "osservati speciali" dal gran numero di sensori e telecamere che verranno installate sullo shuttle: verrà infatti ripresa con un video in 3D tutta la fase del distacco dalla navetta, per poter prevenire in anticipo eventuali danni e rivedere in ogni minimo particolare tutta l'operazione a lancio avvenuto.
Il grande serbatoio, alto 47 metri e con diametro di 8, ha subìto da parte di Nasa e Lockheed Martin, negli ultimi due anni, almeno 15 modifiche sostanziali per resistere a qualsiasi impatto di frammenti alla partenza, in base alle raccomandazioni della Caib (Columbia Accident Investigtion Board).
Il serbatoio, proveniente via mare dalle strutture del Nasa Michoud Assembly di New Orleans, in Louisiana, è stato sottoposto agli ultimi controlli ed ora è pronto per essere agganciato alla Discovery, e ai due booster a combustibile solido, gli Srb.
Poi, vi sarà l'assemblaggio finale e il trasporto alla rampa di lancio 39-B.
«Con l'arrivo dell' External Tank> - ha detto Michael Kostelnik, amministratore Aggiunto Nasa per i programmi dello Shuttle e della Stazione Spaziale - Ora dunque si attende solo la data precisa della partenza di questa missione di una settimana, che prevede un aggancio di "servizio" alla International Space Station: non una missione di assemblaggio di elementi o scambio di equipaggi, bensì un attracco per rifornire di materiali nuovi la base orbitante, e poi svuotarla da quelli finora accumulati, che i cargo russi Progress per ragioni di limitata capienza non hanno potuto eliminare.
Anche l'equipaggio è ormai pronto, dopo un lungo addestramento iniziato da più di un anno, con una fase iniziale "generica", seguita poi da una preparazione più specifica alla missione da svolgere.
Dell' equipaggio della missione Sts-114 della navetta Discovery, cinque effettivi su sette erano già al lavoro per una missione che in origine era prevista subito dopo quella fatale del Columbia: rispetto agli equipaggi già selezionati prima dell'incidente del febbraio 2003, questo gruppo di astronauti vede l'inserimento di qualche nuovo "specialista di missione" e la conferma che sarà Eileen Collins, già prima donna a comandare uno shuttle nel luglio 1999, a guidare il gruppo che dovrà riportare in orbita uno shuttle americano.
Assieme ad Eileen, che è colonnello dell'Air Force ed è già una veterana, essendo questo il suo quarto volo spaziale, sono stati scelti il copilota James Kelly, alla sua seconda missione, e gli specislisti di missione americani Andrew Thomas, Wendy Lawrence, Charles Camarda e Stephen Robinson, più il ricercatore giapponese Soichi Noguchi, anch'egli già selezionato per questa missione fin dal 2001.
Un equipaggio interamente formato da veterani, tranne lo scienziato nipponico e Charles Camarda, americano ma di lontane origini italiane.
«Abbiamo scelto l'equipaggio migliore per questa missione - spiega Bob Cabana, astronauta e direttore degli equipaggi Nasa - Thomas già nei suoi voli precedenti sulla Mir aveva dimostrato di essere polivalente in molte operazioni complesse. La Lawrence è tra i migliori operatori di guida del braccio robotizzato, che sarà fondamentale per lo spostamento degli apparati di osservazione della struttura dello shuttle. Camarda pur essendo al suo primo volo, ha lavorato intensamente per anni ai problemi del rivestimento termico dello shuttle. In pratica, abbiamo inserito tre astronauti ai quattro già eccezionali già previsti dal piano originario dei voli».
E nel frattempo Europa e russia firmano un accorso sui futuri programmi spaziali.

Antonio Lo Campo"

"Mala education
Dopo aver pubblicato la sceneggiatura di «Tutto su mia madre» e «Parla con lei», Einaudi manda in libreria anche quella dell’ultimo film di Pedro Almodovar, «La mala education»,
20 gennaio 2005
da www.lagazzettadelmezzogiorno.it

Dopo aver pubblicato la sceneggiatura di «Tutto su mia madre» e «Parla con lei», Einaudi manda in libreria anche quella dell’ultimo film di Pedro Almodovar, «La mala education», ma soprattutto manda in libreria contemporaneamente la nuova edizione di un suo romanzo del 1998, vero e proprio ritratto del degenerare della movida spagnola e delle sue notti più folli, raccontate in prima persona dall’attrice porno Patty Diphusa. «Sex symbol internazionale e alcuni film in super 8 sono stati venduti molto bene in Africa, in Portogallo, a Tokyo e a Portaportese. le mie interpretazioni erotiche, secondo i critici specializzati, contengono un che di non classificabile, qualcosa che mi rende unica, e che normalmente non appare in questo tipo di sottoprodotto», spiega la protagonista parlando di sè e aggiungendo: «Non bello con i cavalieri dimostrare che dietro un aspetto da perfetta bambola tipo Barbie Superstar si nasconde un cervello di prima categoria».
Naturalmente il mondo che frequenta e che ci racconta e dialtato da droghe di ogni tipo, da sesso senza freni, e una colonna sonora che quella delle discoteche madrilene frequentate da artisti d’ogni genere, veri e fasulli. Nasce così questa sorta di diario comico, paradossale, incosciente persino della propria malinconia e dissipazione esistenziale.
Il volume della collana Stile Libero arricchito da «Consigli per diventare un cineasta di fama internazionale», altri scritti di Almodovar usciti su giornali e riviste, in cui vien fuori, in forma più o meno autobiografica, tutta la sua intelligenza provocatoria e graffiante: «Una delle esperienze più difficili per un regista geniale e famoso, e cui pochi sono sopravvissuti, sono le prime dei film altrui» - «Dopo cinque film di successo, l’ideale che la tua figura vada un po’ deformandosi a causa dell’ansia. Se il tuo corpo conserva una certa linea, io ti consiglierei di ingrassare, perchè nell’obesità c’è sempre un non so che di umile di geniale» - «Un amico mi si avvicina e mi dice che vuole suicidarsi perchè in realtà questa vita non vale la pena. Dopo averlo guardato male, dato che non mi piace la gente si prenda troppa confidenza, l’unica cosa che mi viene in mente è di dargli ragione».
Per quel che riguarda la sceneggiatura di La mala education, qui nella penultima versione, quella poi modificata nel corso d’opera, facendo il film vero e proprio, tanto stato scritto e a noi, senza riprendere il dibattito su bene male dell’educazione (anche sessuale) in un collegio religioso di preti cattolici, basta l’epigrafe dell’autore: «Il desiderio il luogo più scuro del cuore, ma il più limpido e l’unico che ci fa vivi».
Pedro Almodovar, Patty Diphusa, Einaudi, pp. 164 - 8,80 euro - La Mala Education Einaudi, pp. 136 - 10,00 euro."

"Huygens atterra su Titano dopo sette anni di viaggio
15 gennaio 2005
da www.unita.it

di Cristiana Pulcinelli

Poco dopo le 11, ora italiana, di venerdì mattina, la sonda Huygens, realizzata dall'Agenzia Spaziale Europea in collaborazione con la Nasa, ha aperto il suo paracadute ed ha cominciato ad entrare nell’atmosfera di Titano, una delle lune di Saturno. Dopo alcuni minuti, è arrivato a terra il primo segnale. Captato alle 11,20 dal Robert C. Byrd Green Bank Telescope (GBT) in West Virginia, negli Usa, il segnale per ora ci dice solo che la sonda è viva. Non sappiamo se abbia cominciato a inviare informazioni su quello che la circonda alla navetta madre Cassini che è rimasta in orbita intorno a Saturno.

Il viaggio di Cassini-Huygens è cominciato il 15 ottobre 1997. Il 25 dicembre scorso, la navetta e la sonda si sono separate: la prima si è posizionata in orbita intorno a Saturno, dove rimarrà per i prossimi 4 anni, la seconda ha cominciato ad avvicinarsi alla luna Titano. Entrambi i veicoli dovranno aiutare a chiarire alcuni dei misteri che circondano Saturno e i suoi satelliti. Ad esempio, per quanto riguarda il pianeta, si deve ancora scoprire quale sia l’origine degli anelli che lo circondano, mentre non è chiaro quale sia la fonte di calore che fa produrre a Saturno l’87 per cento di energia in più rispetto a quella che il pianeta assorbe dal Sole.

Ma anche la più grande delle sue lune, Titano, presenta motivi di interesse per la scienza. La sua atmosfera sembra sia piena di composti organici che, se trovati sulla Terra, sarebbero segni di presenza di vita. Studiarli potrebbe aiutarci a capire come è nata la vita sul nostro pianeta. Inoltre, dall’osservazione attraverso i telescopi,si è visto che la luna di Saturno presenta delle nubi contenenti metano vicino al polo sud, questo potrebbe voler dire che Titano ha un ciclo climatico simile a quello della Terra. La sonda Huygens dovrebbe rispondere a domande di questo genere: esistono oceani di metano su Titano? E soprattutto, ci sono composti organici complessi sulla superficie di questo satellite? In realtà le condizioni su Titano non sono favorevoli alla vita. Ad esempio, oggi su Titano fa troppo freddo perché esista acqua allo stato liquido sulla sua superficie: la temperatura media è di –180° . Tuttavia, alcuni scienziati ritengono che nel passato un meteorite, cadendo sulla superficie del satellite, potrebbe aver scaldato la superficie al punto da creare acqua allo stato liquido per alcune centinaia di anni.

La sonda Huygens, che misura 2,7 metri di diametro ed ha la forma di una conchiglia, è entrata nell’atmosfera di Titano quando si trovava 1270 chilometri sopra la sua superficie, per avvicinarsi lentamente userà tre diversi paracadute. Si prevede che per toccare la superficie impiegherà circa tre ore, ma ancora non si sa se si tratterà di un atterraggio o di un ammaraggio."

16 Febbraio 2005
Rubrica per Avvenimenti, di Valerio Calzolaio
"L'alba del giorno prima"

Rubrica per Avvenimenti

"L’alba del giorno prima"
16.2.05

Il prossimo 16 febbraio 2005 è un giorno storico per la civile convivenza sul pianeta terra. Non vi sono norme globali che valgono davvero ovunque. Sono pochissime le regole, i vincoli, diritti e doveri che superano i confini degli stati nazionali. E la storia delle istituzioni multilaterali è purtroppo povera di fatti concreti. Prevalgono la forza e il potere dei singoli governi, le risoluzioni inattuate, gli obiettivi solo enunciati, le eccezioni discrezionali, impegni senza scadenze.
Il 16 febbraio entra in vigore una legge che impone di ottenere un risultato entro una data certa, che vincola in vario modo 40 governi a fare una propria parte, che regolamenta fondamentali accordi internazionali per almeno altri 100 paesi. Contiene una finalità enunciata e motivata da migliaia di scienziati di tutto il mondo: impedire che l’atmosfera si scaldi troppo, ridurre le emissioni di anidride carbonica che la scaldano (e inquinano), prevenire danni e rischi dei cambiamenti climatici in corso. Il protocollo di Kyoto non è una enunciazione di principi, contiene percentuali, date, regole, procedure, strumenti. Ha un orizzonte temporale limitato ma certo, fissa obblighi di riduzione fino al 2012. Traduce in norme valutazioni storiche e morali: devono cominciare a tagliare emissioni quelli che più hanno emesso nel novecento. Ottiene poco, se e quando attuato: molto di più (e da parte di tutti) occorrerà ridurre dopo il 2012. Direi che nasce vecchio, ma che se non nasceva il domani era molto incerto.
Il negoziato sul clima e` affare di specialisti. I cittadini fanno fatica a capire. Come si puo’ “negoziare” il cambiamento climatico? Se ci sono attivita’ umane che scaldano, inquinano, turbano e`meglio saperlo, controllarle, limitarle. Se gli scienziati dicono che producono danni irreparabili alla qualita’ della vita sul pianeta e, nel medio lungo periodo, mettono a rischio la vita stessa e’ meglio fare di tutto per evitarlo. Questo non e’ negoziabile. E allora? Gli scienziati lo hanno detto e ripetuto, fra l’altro in tre chilometrici studi ufficiali di una struttura permanente composta da migliaia di ricercatori di tutti i paesi. Che “trattative” volete svolgere? I rappresentanti dei governi sembravano aver capito e deciso : prima cominciano a ridurre le emissioni di anidride carbonica quelli che hanno gia’ scaldato e inquinato di piu’ (convenzione di Rio e protocollo di Kyoto, ovvero Kyoto1), poi continuano tutti, con specifiche e differenziate responsabilita`, regole multilaterali e patti bilaterali (il dopo 2012 o il post Kyoto, ovvero Kyoto2).
Il problema è che burocrazie autoreferenziali sono mantenute dai governi per studiare come il « negoziato » non riguardi cambiamenti al proprio stile di vita nazionale, agli interessi di chi produce e consuma energia, risorse, mobilità in (propria) patria. Gli impegni dell'Italia per Kyoto non possono essere ormai elusi senza che sia pagato anche un prezzo economico. A carico dei cittadini di oggi e di domani ci sarebbe “naturalmente” il prezzo ambientale del sostanziale peggioramento delle condizioni di vita, oltre all'incommensurabile prezzo politico di un allontanamento dall'Europa. Proviamo a raccontare le principali questioni in un volumetto che esce la prossima settimana con l’Unità, “Kyoto: l’unione dei popoli per difendere l’ambiente”, dategli un’occhiata se vi capita. E mercoledì 16 la Camera discuterà una mozione sui cambiamenti climatici presentata da tutta la Grande Alleanza Democratica, che vincola il governo all’obiettivo negoziale di contenere l’aumento della temperatura entro un massimo di 2 gradi indipendentemente da qualsiasi analisi costi-benefici. Speriamo bene.
Buon futuro, un futuro sostenibile a tutti noi.

 

 

 

   

   

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