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L’intervento educativo nel Bambino con
Sindrome di Down.
29 dicembre 2004
da http://www.trisomia21.it
Guida Pratica per genitori e operatori
A cura di:
Baracchini Muratorio G.
Bickel J.
U.O. di Neuropsichiatria Infantile, Azienda U.S.L. 5, Pisa
Centro A.I.A.S. Pistoia
Per gentile Concessione delle autrici.
Con questo documento apriremo la pubblicazione di una serie di
articoli che verranno distribuiti nelle diverse aree del sito
secondo l’argomento che via via sarà affrontato. L’insieme degli
articoli costituisce un’interessante guida rivolta a genitori ed
operatori coinvolti durante tutto il periodo dello sviluppo
cognitivo e psicomotorio della persona Down, a partire dall’età
evolutiva fino a quella adolescenziale.
I contenuti di questi scritti sono il risultato di una lunga
esperienza delle autrici nella loro veste professionale di
medici neuropsichiatri. L’esperienza condotta in varie
situazioni, pubbliche e private, continua ancora oggi in modo
intenso, appassionato e vissuta secondo i criteri scientifici
della ricerca e della verifica dei risultati ottenuti nei
confronti delle persone con Sindrome di Down. Se volessimo
racchiudere in poche parole il messaggio di fondo delle autrici,
si potrebbero forse riassumere due concetti fondamentali: il
significativo impegno che ogni operatore e/o genitore deve
dedicare a queste persone e considerare qualsiasi intervento,
non solo educativo, all’interno del complesso contesto nel quale
la persona Down è inserita.
Di seguito sono descritti i titoli degli scritti che
prossimamente saranno pubblicati. Tornando su questa pagina ad
ognuno di questi titoli sarà aggiunta una sottolineatura, vuol
dire che un nuovo link è attivo e quindi sarà possibile leggere
la pubblicazione del nuovo articolo. Quando tutti i titoli
saranno attivi e quindi tutti gli articoli pubblicati, la
redazione di Trisomia21.it raccoglierà in un unico documento gli
scritti che potranno essere agilmente trasferiti sul vostro
computer.
Vi auguro una buona lettura, con la speranza che questa risorsa,
come le altre presenti nel sito, contribuisca a comprendere
sempre meglio la dimensione cognitiva della persona con Sindrome
di Down.
Ancora un sentito ringraziamento alle autrici che hanno deciso
di diffondere questo lavoro tra le pagine web di Trisomia21.it.
Indice degli articoli
[Il supporto neuropsichiatrico e psicologico alla famiglia del
bambino Down]
[L’intervento educativo nel bambino Down
Che cosa si intende per intervento educativo?]
Quando deve iniziare l’intervento educativo?
Dove va portato avanti tale intervento e da chi?
Quali sono le linee da seguire per l’educazione del bambino
Down?
1) L’intervento psicomotorio
2) Lo sviluppo delle reazioni circolari e della rete di pensiero
3) L’autonomia personale e la propositività
4) La comunicazione non verbale
5) Il linguaggio parlato
L’asilo nido
La scuola materna
La scuola elementare
La scuola media e oltre" |
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"SCLEROSI MULTIPLA:
L'ormone fa la differenza.
di Daniela Cipolloni
24 gennaio 2005
da http://www.galileonet.it
Ormoni sessuali e sclerosi multipla: due termini di un binomio
nella cui correlazione potrebbe essere la chiave per comprendere
meglio il processo neurodegenerativo della malattia, per
spiegare le differenze fra uomini e donne e per cercare nuove
strade terapeutiche. I risultati di una ricerca condotta
all'Università "La Sapienza" di Roma e pubblicata sul Journal of
Neurology, Neurosurgery and Psychiatry, suggeriscono che gli
ormoni sessuali potrebbero essere coinvolti nei meccanismi di
infiammazione e di riparazione tipici della sclerosi multipla,
modulando la gravità dei danni cerebrali. Nei pazienti colpiti
da sclerosi multipla, infatti, i livelli di ormoni sessuali
femminili e maschili si ritrovano in quantità anomale rispetto
alla norma. Nelle pazienti donne, a minori concentrazioni di
testosterone corrispondono lesioni cerebrali più gravi. Nei
pazienti maschi, invece, a fare la differenza è l'estradiolo:
alte concentrazioni sono associate a condizioni più severe.
La sclerosi è la più frequente malattia infiammatoria del
sistema nervoso centrale tra i 25 e i 35
anni: aggredisce la mielina, la guaina di rivestimento dei
nervi, provocando disturbi nella trasmissione dei segnali
elettrici che si riflettono in difficoltà motorie, visive e
sensoriali del soggetto colpito. Le cause non sono ancora del
tutto note e, anche se esistono terapie in grado di controllarne
il decorso, non esiste una cura capace di arrestare la
progressiva degenerazione delle cellule nervose. La
suscettibilità verso la sclerosi multipla e il successivo
decorso si declinano in maniera differente nei due sessi.
Tuttavia, nessun trial prima d'ora analizzato questo punto.
"Le donne sono colpite in misura doppia rispetto agli uomini,
anche se nelle forme benigne di malattia il rapporto
donne-uomini è a favore delle prime, mentre il decorso
progressivo è più frequente nel sesso maschile", spiega
Valentina Tomassini, dottorando di ricerca in neuroscienze
sperimentali e cliniche al Dipartimento di scienze neurologiche
dell'Università "La Sapienza" e primo autore dello studio.
"Anche il danno al tessuto nervoso è diverso: ha caratteristiche
più degenerative per gli uomini e più infiammatorie per le
donne". Nel complesso, diverse evidenze scientifiche, tra cui le
variazioni nella risposta femminile durante il ciclo mestruale o
la gravidanza, sembrano puntare agli ormoni sessuali per
comprendere le ragioni di queste differenze.
La ricerca non ha chiarito del tutto il ruolo degli ormoni
sessuali nella produzione e nella riparazione del danno
cerebrale, ma ha indicato la necessità di procedere con
ulteriori ricerche sperimentali e cliniche. "Gli estrogeni hanno
un potente effetto antinfiammatorio e riparativo a livello
cellulare, perciò le ricadute terapeutiche di questi studi
potrebbero essere rilevanti, non solo per la sclerosi multipla,
ma anche per altre patologie neurodegenerative, come il
Parkinson o l'Alzheimer" sottolinea Adriana Maggi, direttore del
Centro d'eccellenza sulle patologie neurodegenerative
dell'Università di Milano.
Oltre ad aver individuato la possibilità di una terapia ormonale
per prevenire il danno cerebrale, modularlo e contribuire alla
sua riparazione, lo studio ha avuto il merito di indagare in un
terreno ancora poco battuto dalla medicina: quello delle
differenze di genere. "L'organismo maschile e quello femminile
hanno una fisiologia estremamente diversa e i trattamenti
farmaceutici ne dovrebbero tener conto in fase di
sperimentazione clinica" afferma Maggi. "Gli ormoni sessuali
sono solo il fattore discriminante più evidente, ma è
fondamentale proseguire in questa direzione e approfondire le
conoscenze anche sotto altri punti di vista".
Magazine, 28 gennaio 2005" |
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"Quattro
viaggi nei dintorni di Charles Darwin.
25 dicembre 2004
da www.galileonet.it
Guido Barbujani
Dilettanti. Quattro viaggi nei dintorni di Charles Darwin
Sironi, 2004
pp.187, euro 14,50
Ordina su Ibs
Charles Darwin è in qualche modo un personaggio anomalo nella
storia della scienza. Raramente presso il grande pubblico viene
additato come uno dei grandi geni della scienza moderna. Molto
più di lui, sono Einstein, Newton, Edison, Galilei, tanto per
andare avanti e indietro nei secoli, le "star" della ricerca.
Tuttavia, difficilmente l'impatto scientifico e in generale
delle idee di Darwin può essere considerato minore della teoria
della relatività o della legge di gravitazione universale. Anzi,
proprio l'opposizione cieca e ottusa dei fondamentalisti
cristiani alle teorie darwiniane dimostra quanto essa vada a
toccare le radici profonde di una parte della cultura
occidentale - non certo l'unica, per fortuna. I creazionisti per
esempio si lanciano a testa bassa contro la selezione naturale,
mettendo in dubbio l'età della terra stabilita con le
misurazione della radioattività. Perché allora strepitare contro
Darwin e non contro la fisica o la geologia che hanno prodotto
le teorie su cui si basa tale misurazione?
Più di altri, Darwin ha avuto un impatto culturale "a tutto
tondo". È quindi particolarmente appropriato l'omaggio che
Barbujani, genetista dell'Università di Ferrara, ha voluto
rendere a colui che ha messo la più importante costruzione
teorica della biologia moderna ("niente ha senso in biologia se
non alla luce dell'evoluzione" secondo uno dei maggiori
genetisti del Novecento, Theodosius Dobzhansky): quattro
narrazioni "verosimili" sulla vita di Darwin, opera di un
romanziere più che di uno storico o di uno scienziato. Realtà e
finzione si mescolano infatti nei quattro lunghi racconti che
ritraggono il naturalista inglese in diverse fasi della vita.
I primi due sono ambientati durante gli anni del viaggio sul
Beagle, in particolare nei mesi trascorsi in America del Sud. Il
primo racconta del difficile rapporto con il capitano Robert
Fitz-Roy, il comandante della nave che si sentiva in inferiorità
rispetto al giovane e colto Darwin. Scatti d'ira e stratagemmi
per allontanare quel civile che non era sottoposto alle regole
della Marina di sua Maestà e che si permetteva di metterlo in
imbarazzo di fronte ai subalterni. Inoltre, Darwin e Fitz-Roy
erano contrapposti su diversi fronti: il primo che già iniziava
a mettere in discussione, seppure confusamente, le teorie
sull'origine delle specie; il secondo credente e poco incline a
speculazioni naturalistiche innovative.
Il secondo racconto, anch'esso sudamericano, è invece legato
alla terraferma, all'incontro di Darwin con la cultura
argentina: un incontro reso intimo dalle febbri che lo
attanagliano e che da una donna locale vengono curate con riti
misteriosi.
Le ultime due narrazioni sono invece meno esotiche: Darwin è
nella villa di famiglia a Down, dove lo va a trovare l'amico e
confidente Joseph D. Hooker, che lo aiuterà a difendere e
diffondere la teoria dell'evoluzione nel mondo scientifico
inglese. L'ormai malandato Charles è accudito - con non pochi
dubbi e apprensioni - dalla moglie Emma, fervente religiosa che
di fronte alle idee del marito rimane interdetta, preda di
interrogativi che vengono amplificati dalla visita del pastore
locale. I due racconti mettono in scena i possibili retroscena
dell'incontro - celebre - che avvenne nel 1860 a Oxford per
discutere l'evoluzione, in cui Thomas H. Huxley mise a tacere
l'infingardo e ignorante vescovo Samuel Wilberforce. Darwin
all'inizio cercò di non mischiarsi in questa polemica, ma il
risultato fu per lui un trionfo per il quale non poté che
esultare, perfino di fronte alla preoccupatissima Emma.
Barbujani coniuga la passione per lo scienziato Darwin con una
ottima capacità di scrittore: il libro non è mai noioso, e non
si dilunga sui temi squisitamente scientifici, pur facendo
trasparire in continuazione la serrata elaborazione teorica
tipica del ragionare darwiniano. Un ottimo volume per fare
conoscenza con il lato nascosto di Darwin, non storicamente vero
ma sicuramente verosimile.
Mauro Capocci" |
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"Tornare
ai classici per comprendere l’attualità.
di Carlo Baiamonte
30 dicembre 2004
da http://www.rivistaprometheus.it
C’è un’opera che vale la pena sottoscrivere e consigliare ai
lettori, anche ai non addetti ai lavori, il cui titolo tuona
come un’esortazione a tutti coloro che, occupandosi di pensiero
economico, sono in cerca di modelli innovativi e di concetti
originali per spiegare la ‘complessità’.
Torniamo ai classici. Produttività del lavoro, progresso tecnico
e sviluppo economico è il titolo del recente saggio di teoria
economica di Paolo Sylos Sabini.
Nel sottotitolo vengono evidenziati i nessi significativi per
una buona economia: dalla lettura del saggio emerge, infatti,
che produttività del lavoro, progresso tecnico o sviluppo
economico non possono non interagire l’uno con l’altro,
soprattutto in tempi come il nostro, viziati da considerazioni
talvolta a favore soltanto di uno di questi elementi.
L’autore rende omaggio ai grandi temi della teoria economica, o
per meglio dire, (per ricordare ciò che l’economia era ai
primordi), della politica economica, attraverso il recupero del
pensiero economico comune a Smith, Ricardo, Marx, Keynes,
Kalecki, Harrod, Kaldor, pensatori d’eccezione, che hanno
concentrato l’attenzione su pochi temi e strumenti analitici
utilissimi ed attualissimi.
Il libro di Sylos Sabini, avviando il ragionamento a partire dai
temi classici, sviluppa alcune criticità dell’economia
contemporanea, ponendosi al contempo come un saggio
specialistico (in cui si rifonda anche la metodologia
dell’analisi economica), un testo storico (che analizza
l’evoluzione dello statuto dell’economia dalle origini al
Novecento), un saggio di etica dell’economia italiana (con uno
sguardo particolarmente attento alla situazione del nostro
paese).
L’approccio metodologico riguarda la ricostruzione ordinata di
alcuni strumenti indispensabili alla scienza economica:
innanzitutto la necessità di applicare strumenti utili per
l’interpretazione del tempo storico e dei bisogni che
"storicamente" una società esprime; poi, l’ausilio richiesto, ma
sempre in maniera non fine a se stessa, ai modelli di
formalizzazione offerti dalla matematica; ancora, l’affermazione
dei punti di discontinuità tra l’economia pre-moderna (statica e
resistente ai cambiamenti) e l’economia moderna e capitalistica
(dinamica e sempre in crescita).
Il saggio propone un’analisi dettagliata delle fonti economiche
principali, sia nella loro evoluzione, sia nelle loro
caratteristiche: l’innovazione tecnologica costituisce un
elemento portante, che assicura forti incrementi di flussi
finanziari nei periodi di maggiore applicazione delle scoperte
scientifiche.
Le implicazioni etiche accompagnano, invece, il saggio in tutte
le sue parti. Una sensibilità spiccata, quella dell’autore,
lascia trasparire la consapevolezza che lo sviluppo economico
non può non generare uno sviluppo civile e civico. Le ragioni
sono due, la prima a carattere secondario riguarda le tensioni
sociali che devono essere sempre dimensionate e risolte in uno
stato economico in via di sviluppo, la seconda, la più
importante, è costituita dal fine ultimo dell’economia, di
valorizzare la ricchezza delle risorse umane e professionali,
nel senso più liberale possibile.
La sensibilità dell’autore trova piena espressione nelle tre
grandi idealità poste e spiegate nel saggio, difficili ma non
impossibili da perseguire: l’integrazione nel processo di
sviluppo internazionale dell’Europa, la difesa dell’ambiente, la
riduzione della miseria che interessa ancora larghi strati della
popolazione mondiale.
Uno sguardo particolare alla situazione italiana, che si può
esemplificare nell’ammonizione implicita all’analisi, che, senza
una adeguata politica di investimenti nella formazione, nella
ricerca, nella qualità del lavoro, non si può pensare né di
essere competitivi né di aumentare la propria produttività.
Paolo Sylos Sabini
Torniamo ai classici.
Produttività del lavoro, progresso tecnico e sviluppo economico
La Terza - Roma-Bari – 2004
pagg. 164 - Euro 18,00" |
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"ARTE:
SCOPERTA UNA BOTTEGA DI LEONARDO NEL CUORE DI FIRENZE.
11 gennaio 2005
da www.ansa.it
FIRENZE - Leonardo Da Vinci uso' come bottega alcuni ambienti
che costituivano la foresteria laica del convento dell' ordine
dei Servi di Maria attiguo alla basilica della Santissima
Annunziata, nel cuore del centro storico. Lo hanno scoperto tre
ricercatori dell' Istituto Geografico Militare che hanno
individuato su alcune pareti, in luoghi privati fino ad ora
inaccessibili, tracce architettoniche ed affreschi di scuola del
maestro che hanno ''impressionanti associazioni'' con opere di
Leonardo.
L' annuncio e' stato dato stamani da Alessandro Del Meglio,
Roberto Manescalchi, Maria Carchio nel corso della conferenza
stampa di presentazione della mostra 'Leonardo, i giochi e lo
sport' allestita fino al 20 gennaio a Palazzo Panciatichi, sede
del Consiglio regionale della Toscana. Erano presenti il
presidente del consiglio regionale Riccardo Nencini, il
comandante dell' Igm generale Renato De Filippis e il professor
Alessandro Vezzosi, direttore del Museo ideale Leonardo Da
Vinci.
La presenza di Leonardo in queste sale, hanno spiegato i
ricercatori, e' testimoniata da Piero da Novellata in alcune
lettere scritte ad Isabella D'Este e attestata dal Vasari nella
vita del genio di Vinci. Quando Leonardo arrivo' a Firenze era
quasi cinquantenne e proveniva da Milano dove era ormai
diventato una celebrita'. Alloggio' dai frati dell' ordine dei
Servi di Maria dove successivamente furono ospitati in quel
periodo anche Andrea Del Sarto e Franciabigio. Queste nuove
scoperte hanno lasciato piuttosto stupiti gli esperti tanto che
il professor Vezzosi ha definito questa ricerca ''assai
interessante per i nuovi elementi che aiutano a comprendere il
contesto in cui Leonardo ha lavorato in queste stanze proprio
500 anni fa''. I risultati delle ricerche saranno presentati
agli studiosi nel corso di un convegno in programma lunedi' 17
gennaio alle ore 17, sempre nella sede del Consiglio regionale.
I tre ricercatori hanno spiegato che su una parete di uno degli
ambienti del convento e' raffigurato un tripudio di uccelli che
sovrasta una ''probabile vergine annunciata'', ora perduta, e
che costituisce una chiara citazione degli studi del maestro sul
volo degli uccelli. Nella parte destra e' ancora visibile la
traccia di un angelo staccato che richiama in modo evidente l'
Angelo dell' Annunciazione esposta agli Uffizi.
L' altro elemento di grande interesse, relativo alla presenza
della bottega, e' il ritrovamento di due grottesche (dipinti sul
muro) in un locale al secondo piano identificato essere la
traccia rimasta della cella/abitazione del ''Maestro Valerio''
citato dal Vasari. Le grottesche sarebbero attribuite a Morto da
Feltre, l' artista vissuto a cavallo del '500 che, sempre
secondo il Vasari, sarebbe stato richiamato in loco dalla
presenza del maestro.
L' analisi di questi spazi ha permesso anche di identificare,
all' altezza del braccio che separa il primo dal secondo
chiostro, un vecchio portale di ingresso al convento, poi chiuso
quando sono state costruite le scuderie granducali. Accanto all'
ingresso quattrocentesco e' stata scoperta anche una scala
dimenticata e praticamente integra attribuita dai ricercatori
dell Igm a Michelozzo, principale allievo del Brunelleschi, e
datata attorno al 1430.
IL CODICE ATLANTICO DI LEONARDO ESPOSTO ALL'ACCADEMIA DEI LINCEI
Una settantina di tavole del Codice Atlantico di Leonardo da
Vinci, la ricostruzione del carro automobile progettato da
Leonardo per le feste di Ludovico il Moro e una decina di
modelli di macchine realizzati negli anni '50, fra i quali l'ornitottero,
una delle macchine volanti di Leonardo: Roma accoglie cosi' per
la prima volta la mostra dedicata al Codice Atlantico. Da domani
a Roma tavole e modelli di Leonardo saranno esposti al pubblico
nella mostra organizzata dall'Accademia dei Lincei in occasione
delle celebrazioni del suo quarto centenario.
L'obiettivo e' ripercorrere i cinque secoli di storia che legano
i progetti di Leonardo e gli sviluppi piu' recenti della
tecnologia e in questo cammino ideale il punto di riferimento e'
l'edizione del Codice Atlantico pubblicata nel 1904 in 280
esemplari dalla casa editrice Hoepli. L'opera, della quale
restano ormai in circolazione pochissime copie, e' la piu'
fedele ricostruzione del Codice, realizzata in 15 anni di lavoro
dagli studiosi dell'Accademia dei Lincei, primo fra tutti
Giovanni Piumati.
''E' una straordinaria opera grafica'', ha osservato il
coordinatore scientifico della mostra, Carlo Barbieri, e oggi e'
anche, ha aggiunto, ''l'unica possibilita' di vedere il Codice''.
Vicino ai disegni di Leonardo, la mostra espone le macchine
realizzate oggi sulla base degli stessi principi e all'insegna
dell'alta tecnologia, come la bicicletta in lega di carbonio e
il cuscinetto a sfere toroidale. Uno spazio particolare e'
riservato al carro automobile di Leonardo, ricostruito
dall'Istituto e museo di Storia della Scienza di Firenze.
Secondo Barbieri ''non puo' essere considerato l'antesignano
delle automobili, ma sicuramente questa macchina di basava su
anticipazioni tecnologiche molto importanti'', come la
propulsione a molla e il meccanismo differenziale.
Matematica, geografia, ottica, ingegneria militare e idraulica
sono le protagoniste delle tavole del Codice Atlantico esposte
nelle sale dell'Accademia, accanto alle ricostruzioni delle
macchine di Leonardo, tutte provenienti dal museo di Vinci, come
il ponte girevole, la motrice a pale e la vite aerea.
Aperta a Roma fino al 28 febbraio, la mostra si spostera'
successivamente a Budapest, Praga, Bratislava, Zagabria e
Vienna. Il suo itinerario proseguita' fra 2006 e 2007 a
Barcellona, Madrid e Lisbona. Possibile anche una tappa negli
Stati Uniti. Prosegue cosi' l'itinerario cominciato nel maggio
2004 in Austria, nel Palazzo imperiale di Insbruck. ''Problemi
burocratici avevano impedito allora di aprire la mostra
nell'Accademia dei Lincei, luogo in cui il Codice Atlantico e'
nato'', ha concluso Barbieri, ma finalmente da domani mattina le
tavole e le macchine di Leonardo si potranno ammirare nelle sale
dell'Accademia a Roma." |
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"Shuttle al via
E intanto, a Mosca, Europa e Russia firmano un accordo per
l'utilizzo e lo sviluppo di futuri razzi vettori
6 febbraio 2005
da www.lagazzettadelmezzogiorno.it
La ripresa dei voli delle navette spaziali americane si
avvicina. Il lancio che segnerà la ripresa delle missioni a due
anni dalla tragedia del Columbia resta fissato nella "finestra"
prevista tra metà maggio e i primi di giugno, e al Kennedy Space
Center l'attività è già frenetica.
Da alcuni giorni, all'interno del VAB (Vehicle Assembly
Building), il grande edificio a forma di cubo dove le navette
vengono posizionate sulla piattaforma di lancio, è arrivato il
serbatoio centrale, l'External Tank (nella foto Nasa) che
rifornisce di idrogeno e ossigeno liquidi i tre motori
principali dello shuttle, che per la missione Sta 114 vedrà
protagonista il Discovery. Il serbatoio sarà tra i principali
"osservati speciali" dal gran numero di sensori e telecamere che
verranno installate sullo shuttle: verrà infatti ripresa con un
video in 3D tutta la fase del distacco dalla navetta, per poter
prevenire in anticipo eventuali danni e rivedere in ogni minimo
particolare tutta l'operazione a lancio avvenuto.
Il grande serbatoio, alto 47 metri e con diametro di 8, ha
subìto da parte di Nasa e Lockheed Martin, negli ultimi due
anni, almeno 15 modifiche sostanziali per resistere a qualsiasi
impatto di frammenti alla partenza, in base alle raccomandazioni
della Caib (Columbia Accident Investigtion Board).
Il serbatoio, proveniente via mare dalle strutture del Nasa
Michoud Assembly di New Orleans, in Louisiana, è stato
sottoposto agli ultimi controlli ed ora è pronto per essere
agganciato alla Discovery, e ai due booster a combustibile
solido, gli Srb.
Poi, vi sarà l'assemblaggio finale e il trasporto alla rampa di
lancio 39-B.
«Con l'arrivo dell' External Tank> - ha detto Michael Kostelnik,
amministratore Aggiunto Nasa per i programmi dello Shuttle e
della Stazione Spaziale - Ora dunque si attende solo la data
precisa della partenza di questa missione di una settimana, che
prevede un aggancio di "servizio" alla International Space
Station: non una missione di assemblaggio di elementi o scambio
di equipaggi, bensì un attracco per rifornire di materiali nuovi
la base orbitante, e poi svuotarla da quelli finora accumulati,
che i cargo russi Progress per ragioni di limitata capienza non
hanno potuto eliminare.
Anche l'equipaggio è ormai pronto, dopo un lungo addestramento
iniziato da più di un anno, con una fase iniziale "generica",
seguita poi da una preparazione più specifica alla missione da
svolgere.
Dell' equipaggio della missione Sts-114 della navetta Discovery,
cinque effettivi su sette erano già al lavoro per una missione
che in origine era prevista subito dopo quella fatale del
Columbia: rispetto agli equipaggi già selezionati prima
dell'incidente del febbraio 2003, questo gruppo di astronauti
vede l'inserimento di qualche nuovo "specialista di missione" e
la conferma che sarà Eileen Collins, già prima donna a comandare
uno shuttle nel luglio 1999, a guidare il gruppo che dovrà
riportare in orbita uno shuttle americano.
Assieme ad Eileen, che è colonnello dell'Air Force ed è già una
veterana, essendo questo il suo quarto volo spaziale, sono stati
scelti il copilota James Kelly, alla sua seconda missione, e gli
specislisti di missione americani Andrew Thomas, Wendy Lawrence,
Charles Camarda e Stephen Robinson, più il ricercatore
giapponese Soichi Noguchi, anch'egli già selezionato per questa
missione fin dal 2001.
Un equipaggio interamente formato da veterani, tranne lo
scienziato nipponico e Charles Camarda, americano ma di lontane
origini italiane.
«Abbiamo scelto l'equipaggio migliore per questa missione -
spiega Bob Cabana, astronauta e direttore degli equipaggi Nasa -
Thomas già nei suoi voli precedenti sulla Mir aveva dimostrato
di essere polivalente in molte operazioni complesse. La Lawrence
è tra i migliori operatori di guida del braccio robotizzato, che
sarà fondamentale per lo spostamento degli apparati di
osservazione della struttura dello shuttle. Camarda pur essendo
al suo primo volo, ha lavorato intensamente per anni ai problemi
del rivestimento termico dello shuttle. In pratica, abbiamo
inserito tre astronauti ai quattro già eccezionali già previsti
dal piano originario dei voli».
E nel frattempo Europa e russia firmano un accorso sui futuri
programmi spaziali.
Antonio Lo Campo" |
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"Mala education
Dopo aver pubblicato la sceneggiatura di «Tutto su mia madre» e
«Parla con lei», Einaudi manda in libreria anche quella
dell’ultimo film di Pedro Almodovar, «La mala education»,
20 gennaio 2005
da www.lagazzettadelmezzogiorno.it
Dopo aver pubblicato la sceneggiatura di «Tutto su mia madre» e
«Parla con lei», Einaudi manda in libreria anche quella
dell’ultimo film di Pedro Almodovar, «La mala education», ma
soprattutto manda in libreria contemporaneamente la nuova
edizione di un suo romanzo del 1998, vero e proprio ritratto del
degenerare della movida spagnola e delle sue notti più folli,
raccontate in prima persona dall’attrice porno Patty Diphusa.
«Sex symbol internazionale e alcuni film in super 8 sono stati
venduti molto bene in Africa, in Portogallo, a Tokyo e a
Portaportese. le mie interpretazioni erotiche, secondo i critici
specializzati, contengono un che di non classificabile, qualcosa
che mi rende unica, e che normalmente non appare in questo tipo
di sottoprodotto», spiega la protagonista parlando di sè e
aggiungendo: «Non bello con i cavalieri dimostrare che dietro un
aspetto da perfetta bambola tipo Barbie Superstar si nasconde un
cervello di prima categoria».
Naturalmente il mondo che frequenta e che ci racconta e dialtato
da droghe di ogni tipo, da sesso senza freni, e una colonna
sonora che quella delle discoteche madrilene frequentate da
artisti d’ogni genere, veri e fasulli. Nasce così questa sorta
di diario comico, paradossale, incosciente persino della propria
malinconia e dissipazione esistenziale.
Il volume della collana Stile Libero arricchito da «Consigli per
diventare un cineasta di fama internazionale», altri scritti di
Almodovar usciti su giornali e riviste, in cui vien fuori, in
forma più o meno autobiografica, tutta la sua intelligenza
provocatoria e graffiante: «Una delle esperienze più difficili
per un regista geniale e famoso, e cui pochi sono sopravvissuti,
sono le prime dei film altrui» - «Dopo cinque film di successo,
l’ideale che la tua figura vada un po’ deformandosi a causa
dell’ansia. Se il tuo corpo conserva una certa linea, io ti
consiglierei di ingrassare, perchè nell’obesità c’è sempre un
non so che di umile di geniale» - «Un amico mi si avvicina e mi
dice che vuole suicidarsi perchè in realtà questa vita non vale
la pena. Dopo averlo guardato male, dato che non mi piace la
gente si prenda troppa confidenza, l’unica cosa che mi viene in
mente è di dargli ragione».
Per quel che riguarda la sceneggiatura di La mala education, qui
nella penultima versione, quella poi modificata nel corso
d’opera, facendo il film vero e proprio, tanto stato scritto e a
noi, senza riprendere il dibattito su bene male dell’educazione
(anche sessuale) in un collegio religioso di preti cattolici,
basta l’epigrafe dell’autore: «Il desiderio il luogo più scuro
del cuore, ma il più limpido e l’unico che ci fa vivi».
Pedro Almodovar, Patty Diphusa, Einaudi, pp. 164 - 8,80 euro -
La Mala Education Einaudi, pp. 136 - 10,00 euro." |
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"Huygens
atterra su Titano dopo sette anni di viaggio
15 gennaio 2005
da www.unita.it
di Cristiana Pulcinelli
Poco dopo le 11, ora italiana, di venerdì mattina, la sonda
Huygens, realizzata dall'Agenzia Spaziale Europea in
collaborazione con la Nasa, ha aperto il suo paracadute ed ha
cominciato ad entrare nell’atmosfera di Titano, una delle lune
di Saturno. Dopo alcuni minuti, è arrivato a terra il primo
segnale. Captato alle 11,20 dal Robert C. Byrd Green Bank
Telescope (GBT) in West Virginia, negli Usa, il segnale per ora
ci dice solo che la sonda è viva. Non sappiamo se abbia
cominciato a inviare informazioni su quello che la circonda alla
navetta madre Cassini che è rimasta in orbita intorno a Saturno.
Il viaggio di Cassini-Huygens è cominciato il 15 ottobre 1997.
Il 25 dicembre scorso, la navetta e la sonda si sono separate:
la prima si è posizionata in orbita intorno a Saturno, dove
rimarrà per i prossimi 4 anni, la seconda ha cominciato ad
avvicinarsi alla luna Titano. Entrambi i veicoli dovranno
aiutare a chiarire alcuni dei misteri che circondano Saturno e i
suoi satelliti. Ad esempio, per quanto riguarda il pianeta, si
deve ancora scoprire quale sia l’origine degli anelli che lo
circondano, mentre non è chiaro quale sia la fonte di calore che
fa produrre a Saturno l’87 per cento di energia in più rispetto
a quella che il pianeta assorbe dal Sole.
Ma anche la più grande delle sue lune, Titano, presenta motivi
di interesse per la scienza. La sua atmosfera sembra sia piena
di composti organici che, se trovati sulla Terra, sarebbero
segni di presenza di vita. Studiarli potrebbe aiutarci a capire
come è nata la vita sul nostro pianeta. Inoltre,
dall’osservazione attraverso i telescopi,si è visto che la luna
di Saturno presenta delle nubi contenenti metano vicino al polo
sud, questo potrebbe voler dire che Titano ha un ciclo climatico
simile a quello della Terra. La sonda Huygens dovrebbe
rispondere a domande di questo genere: esistono oceani di metano
su Titano? E soprattutto, ci sono composti organici complessi
sulla superficie di questo satellite? In realtà le condizioni su
Titano non sono favorevoli alla vita. Ad esempio, oggi su Titano
fa troppo freddo perché esista acqua allo stato liquido sulla
sua superficie: la temperatura media è di –180° . Tuttavia,
alcuni scienziati ritengono che nel passato un meteorite,
cadendo sulla superficie del satellite, potrebbe aver scaldato
la superficie al punto da creare acqua allo stato liquido per
alcune centinaia di anni.
La sonda Huygens, che misura 2,7 metri di diametro ed ha la
forma di una conchiglia, è entrata nell’atmosfera di Titano
quando si trovava 1270 chilometri sopra la sua superficie, per
avvicinarsi lentamente userà tre diversi paracadute. Si prevede
che per toccare la superficie impiegherà circa tre ore, ma
ancora non si sa se si tratterà di un atterraggio o di un
ammaraggio." |
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16 Febbraio 2005
Rubrica per Avvenimenti,
di Valerio Calzolaio
"L'alba del giorno
prima"
Rubrica per Avvenimenti
"L’alba del giorno prima"
16.2.05
Il prossimo 16 febbraio 2005 è un giorno storico per la civile
convivenza sul pianeta terra. Non vi sono norme globali che
valgono davvero ovunque. Sono pochissime le regole, i vincoli,
diritti e doveri che superano i confini degli stati nazionali. E
la storia delle istituzioni multilaterali è purtroppo povera di
fatti concreti. Prevalgono la forza e il potere dei singoli
governi, le risoluzioni inattuate, gli obiettivi solo enunciati,
le eccezioni discrezionali, impegni senza scadenze.
Il 16 febbraio entra in vigore una legge che impone di ottenere
un risultato entro una data certa, che vincola in vario modo 40
governi a fare una propria parte, che regolamenta fondamentali
accordi internazionali per almeno altri 100 paesi. Contiene una
finalità enunciata e motivata da migliaia di scienziati di tutto
il mondo: impedire che l’atmosfera si scaldi troppo, ridurre le
emissioni di anidride carbonica che la scaldano (e inquinano),
prevenire danni e rischi dei cambiamenti climatici in corso. Il
protocollo di Kyoto non è una enunciazione di principi, contiene
percentuali, date, regole, procedure, strumenti. Ha un orizzonte
temporale limitato ma certo, fissa obblighi di riduzione fino al
2012. Traduce in norme valutazioni storiche e morali: devono
cominciare a tagliare emissioni quelli che più hanno emesso nel
novecento. Ottiene poco, se e quando attuato: molto di più (e da
parte di tutti) occorrerà ridurre dopo il 2012. Direi che nasce
vecchio, ma che se non nasceva il domani era molto incerto.
Il negoziato sul clima e` affare di specialisti. I cittadini
fanno fatica a capire. Come si puo’ “negoziare” il cambiamento
climatico? Se ci sono attivita’ umane che scaldano, inquinano,
turbano e`meglio saperlo, controllarle, limitarle. Se gli
scienziati dicono che producono danni irreparabili alla qualita’
della vita sul pianeta e, nel medio lungo periodo, mettono a
rischio la vita stessa e’ meglio fare di tutto per evitarlo.
Questo non e’ negoziabile. E allora? Gli scienziati lo hanno
detto e ripetuto, fra l’altro in tre chilometrici studi
ufficiali di una struttura permanente composta da migliaia di
ricercatori di tutti i paesi. Che “trattative” volete svolgere?
I rappresentanti dei governi sembravano aver capito e deciso :
prima cominciano a ridurre le emissioni di anidride carbonica
quelli che hanno gia’ scaldato e inquinato di piu’ (convenzione
di Rio e protocollo di Kyoto, ovvero Kyoto1), poi continuano
tutti, con specifiche e differenziate responsabilita`, regole
multilaterali e patti bilaterali (il dopo 2012 o il post Kyoto,
ovvero Kyoto2).
Il problema è che burocrazie autoreferenziali sono mantenute dai
governi per studiare come il « negoziato » non riguardi
cambiamenti al proprio stile di vita nazionale, agli interessi
di chi produce e consuma energia, risorse, mobilità in (propria)
patria. Gli impegni dell'Italia per Kyoto non possono essere
ormai elusi senza che sia pagato anche un prezzo economico. A
carico dei cittadini di oggi e di domani ci sarebbe
“naturalmente” il prezzo ambientale del sostanziale
peggioramento delle condizioni di vita, oltre
all'incommensurabile prezzo politico di un allontanamento
dall'Europa. Proviamo a raccontare le principali questioni in un
volumetto che esce la prossima settimana con l’Unità, “Kyoto:
l’unione dei popoli per difendere l’ambiente”, dategli
un’occhiata se vi capita. E mercoledì 16 la Camera discuterà una
mozione sui cambiamenti climatici presentata da tutta la Grande
Alleanza Democratica, che vincola il governo all’obiettivo
negoziale di contenere l’aumento della temperatura entro un
massimo di 2 gradi indipendentemente da qualsiasi analisi
costi-benefici. Speriamo bene.
Buon futuro, un futuro sostenibile a tutti noi. |
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