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"Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere
giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti
di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti
per le strade di Milano, per le strade di Firenze, cha hanno dato la vita
perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta.
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra
Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri
dove furono imprigionati, nei campi dove fuorno impiccati."
Piero Calamandrei, "Discorso agli studenti milanesi" (1955)
Il 23 marzo scorso è stata approvata al Senato in terza lettura la riforma
della seconda parte della Costituzione italiana, riforma che mette in
pericolo le basi comuni dell'ordinamento democratico.
La Tavola per la Solidarietà, organismo voluto da molte associazioni
impegnate nel non-profit, ha lanciato un appello a favore di un allargamento
degli spazi della democrazia e della partecipazione e contro questa riforma,
facendo propria la campagna
Ricuciamola!,
voluta da "Cittadinanzattiva", associazione promotrice della Tavola.
Ricucire lo strappo causato dalla prevista riforma costituzionale e
riprendere il filo, indicando le proposte dei cittadini per la revisione
della Costituzione, sono le azioni previste da una serie di importanti
iniziative (alle quali ha dato la propria adesione anche "Magistratura
democratica") che si svolgeranno il 2 giugno, Festa della Repubblica,
in 100 città italiane e per la raccolta di 1 milione di firme entro
il 2005.
Se la società italiana in questi ultimi 50 anni si è sviluppata in maniera
democratica, pluralista e partecipata ciò lo si deve in gran parte alla
Costituzione del 1948.
E' quindi sbagliato il metodo e il modo utilizzato, a colpi di maggioranza,
per una riforma molto più ampia e profonda che cambia la Costituzione in ben
50 articoli.
Cosa prevede la nuova
Costituzione, da l'Unità del 22/03/2005
Ha superato, ormai, il tetto delle 23.000 firme l’appello lanciato da
Libertà e Giustizia
affinché il 2 giugno 2005 si celebri in tutta Italia anche la Festa della
Costituzione repubblicana, anche perché l'assemblea costituente fu
eletta proprio il 2 giugno 1946 insieme al voto che scelse la Repubblica.
"Libertà e Giustizia" distribuirà copie della Costituzione nelle piazze e
chiederà agli insegnanti di scuole di ogni ordine e grado di dedicare ore di
lezione alla storia della Carta.
Da oltre un anno Libertà e Giustizia è impegnata per costituire una rete di
associazioni, movimenti, sindacati e partiti, oggi riuniti nel Coordinamento
nazionale
Salviamo la Costituzione.
Sono ormai più di 300 i comitati che in ogni città, da Genova a Bologna, da
Milano a Sondrio, da Empoli a Parma, a Firenze, Caserta e Palermo si
mobilitano in difesa della Carta che porta la firma di De Nicola, Terracini
e De Gasperi.
Anche i
Giovani per la
Costituzione, realtà associativa fondata e promossa da
studentesse e studenti con l'intento di diffondere e difendere i valori, i
principi e i contenuti della Costituzione Repubblicana, promuovono un 2
Giugno festa della Costituzione e della Pace, a Roma, in piazza Navona
ore 11.00, con musica, artisti, performance e interventi di
costituzionalisti.
Tra le numerose realtà associazionistiche formatesi in questi mesi per
salvare la Costituzione c'è anche quella della
Carovana per la
Costituzione che ha pensato di difendere la Costituzione
parlandone, diffondendola e valorizzandola e alla quale chiunque può
aggregarsi o aggiungere iniziative.
Per questo, fino alla data dell’eventuale referendum confermativo della
legge, si muoverà fra le vie e le piazze italiane a rilanciare una catena di
solidarietà reciproca in cui si espliciti la connessione tra la Carta
costituzionale e la vita delle persone.
Cosa prevede la
Costituzione berlusconiana
da l'Unità del 22/03/2005
Camera dei Deputati Sarà l'organo politico, costituito da 518 deputati
(oggi sono 630), di cui 18 eletti all’estero. I deputati a vita, nominati
dal Capo dello Stato, possono essere 3; di diritto sono deputati gli ex
Presidenti della Repubblica. L'età minima per essere eletti scende a 21 anni
(adesso è di 25). La Camera è eletta per cinque anni. Le Commissioni
d'inchiesta avranno gli stessi poteri dell'autorità giudiziaria; la loro
presidenza sarà assegnata all'opposizione.
Senato Federale
I senatori saranno 252 (oggi
sono 315), eletti in ciascuna Regione contestualmente ai consigli regionali.
A loro si sommeranno i 42 delegati delle Regioni, che partecipano ai lavori
del Senato federale senza diritto di voto: due rappresentanti per ogni
regione più due per le Province autonome di Trento e Bolzano. Sarà
eleggibile chi ha 25 anni (oggi la soglia è di 40 anni). Con la proroga dei
Consigli regionali e delle province autonome sono prorogati anche i senatori
in carica.
Capo dello Stato
Il presidente della Repubblica non è più il rappresentante dell'unità
nazionale, ma è «garante della Costituzione e dell'unità federale della
Repubblica». Sarà eletto dall'Assemblea della Repubblica, presieduta dal
Presidente della Camera dei deputati e composta da tutti i parlamentari, i
governatori e i delegati regionali. Può diventare presidente della
Repubblica chi ha compiuto 40 anni (oggi il requisito anagrafico è di 50).
Il Capo dello Stato è eletto a scrutinio segreto con la maggioranza dei due
terzi. Non ha più il potere di sciogliere le Camere, potere che passa al
primo ministro. In sostanza il presidente viene ridotto a notaio, esecutore
della volontà del premier o della maggioranza. Decreta lo scioglimento della
Camera su richiesta del primo ministro che se ne assume la responsabilità.
Ha l’obbligo di sciogliere la Camera nel caso in cui la maggioranza uscita
dalle urne approvi una mozione di sfiducia. Non è più il rappresentante
dell’unità nazionale ma dell’«unità federale». Il Capo dello Stato indice le
elezioni della Camera e quelle dei senatori. Nomina i presidenti delle
Autorità indipendenti, il presidente del Cnel e il vicepresidente del Csm
nell'ambito dei componenti eletti dalle Camere.
Premierato
Nella nuova costituzione non
c'è più il presidente del Consiglio, ma il Primo ministro. Nominerà e
revocherà i ministri (cosa che adesso spetta al Presidente della
Repubblica), «determinerà» la politica generale del governo (anche il
lessico ha il suo peso) e dirigerà l’attività dei ministri. Non dovrà più
ottenere la fiducia della Camera ma solo illustrare il suo programma sul
quale la Camera esprimerà un voto. Potrà chiedere alla Camera di esprimersi
«con priorità su ogni altra proposta, con voto conforme alle proposte del
governo». In soldoni può chiedere alla Camera di votare «con priorità» la
fiducia su una proposta che gli sta particolarmente a cuore e se la sua
maggioranza non è d’accordo a concedergliela subentra il ricatto dello
scioglimento. Viene eletto mediante collegamento con i candidati ovvero con
una o più liste di candidati, norma che consente l’adattamento a un sistema
elettorale proporzionale e che è stata voluta fortemente dall’Udc.
Norma anti-ribaltone e
sfiducia costruttiva
La Camera potrà costringere il premier alle dimissioni dopo la presentazione
e l’approvazione di una mozione di sfiducia firmata da almeno un quinto dei
componenti. I deputati appartenenti alla maggioranza uscita dalle urne
possono presentare una mozione di sfiducia costruttiva con la designazione
di un nuovo primo ministro. Cioè si delinea un sistema che si basa sui
ricatti e sul conflitto istituzionale.
Devolution
Le Regioni avranno potestà
legislativa esclusiva su alcune materie come assistenza e organizzazione
sanitaria, organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e
di formazione, definizione della parte dei programmi scolastici e formativi
di interesse specifico della regione, polizia amministrativa e regionale. Un
esempio: la competenza in materia di salute è dello Stato, l’organizzazione
sanitaria spetta invece alle Regioni. Ma l’organizzazione sanitaria è parte
fondamentale della salute. Per quanto riguarda la scuola, una parte di
competenze va allo Stato, un’altra alle Regioni, un’altra alla competenza
concorrente di Stato e regioni. Tutto dipenderà dai rapporti di forza.
Interesse nazionale e
clausola supremazia
È la bandierina di An.
L’introduzione di questa clausola consente al governo - quando ritenga che
una legge regionale pregiudichi l’interesse nazionale - di impugnare tutte
le leggi regionali sottoponendole al vaglio del Parlamento che può
annullarle. D’altra parte lo Stato può sostituirsi agli enti locali nel caso
di mancato rispetto di norme internazionali o di pericolo grave. Da una
parte la messa in discussione dell’universalità dei diritti con la
devolution, dall’altra l’accentramento a seconda dell’orientamento dei
governi.
Corte Costituzionale
Aumentano i giudici di nomina parlamentare. Dei 15 giudici 4 saranno
nominati dal Quirinale, 4 dalle supreme magistrature, 3 dalla Camera, 4 dal
Senato. Non si potranno candidare o essere nominati a cariche pubbliche nei
tre anni successivi al mandato
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