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Scuola - Il governo approva la riforma e divide in due le superiori

 

          
 
 

2 giugno 1946 - 2 giugno 2005

Salviamo la Costituzione

 

"Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, cha hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta.
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove fuorno impiccati."
Piero Calamandrei, "Discorso agli studenti milanesi" (1955)



Il 23 marzo scorso è stata approvata al Senato in terza lettura la riforma della seconda parte della Costituzione italiana, riforma che mette in pericolo le basi comuni dell'ordinamento democratico.
La Tavola per la Solidarietà, organismo voluto da molte associazioni impegnate nel non-profit, ha lanciato un appello a favore di un allargamento degli spazi della democrazia e della partecipazione e contro questa riforma, facendo propria la campagna Ricuciamola!, voluta da "Cittadinanzattiva", associazione promotrice della Tavola. Ricucire lo strappo causato dalla prevista riforma costituzionale e riprendere il filo, indicando le proposte dei cittadini per la revisione della Costituzione, sono le azioni previste da una serie di importanti iniziative (alle quali ha dato la propria adesione anche "Magistratura democratica") che si svolgeranno il 2 giugno, Festa della Repubblica, in 100 città italiane e per la raccolta di 1 milione di firme entro il 2005.

Se la società italiana in questi ultimi 50 anni si è sviluppata in maniera democratica, pluralista e partecipata ciò lo si deve in gran parte alla Costituzione del 1948.
E' quindi sbagliato il metodo e il modo utilizzato, a colpi di maggioranza, per una riforma molto più ampia e profonda che cambia la Costituzione in ben 50 articoli.
Cosa prevede la nuova Costituzione, da l'Unità del 22/03/2005

Ha superato, ormai, il tetto delle 23.000 firme l’appello lanciato da Libertà e Giustizia affinché il 2 giugno 2005 si celebri in tutta Italia anche la Festa della Costituzione repubblicana, anche perché l'assemblea costituente fu eletta proprio il 2 giugno 1946 insieme al voto che scelse la Repubblica.
"Libertà e Giustizia" distribuirà copie della Costituzione nelle piazze e chiederà agli insegnanti di scuole di ogni ordine e grado di dedicare ore di lezione alla storia della Carta.
Da oltre un anno Libertà e Giustizia è impegnata per costituire una rete di associazioni, movimenti, sindacati e partiti, oggi riuniti nel Coordinamento nazionale Salviamo la Costituzione.
Sono ormai più di 300 i comitati che in ogni città, da Genova a Bologna, da Milano a Sondrio, da Empoli a Parma, a Firenze, Caserta e Palermo si mobilitano in difesa della Carta che porta la firma di De Nicola, Terracini e De Gasperi.

Anche i Giovani per la Costituzione, realtà associativa fondata e promossa da studentesse e studenti con l'intento di diffondere e difendere i valori, i principi e i contenuti della Costituzione Repubblicana, promuovono un 2 Giugno festa della Costituzione e della Pace, a Roma, in piazza Navona ore 11.00, con musica, artisti, performance e interventi di costituzionalisti.
Tra le numerose realtà associazionistiche formatesi in questi mesi per salvare la Costituzione c'è anche quella della Carovana per la Costituzione che ha pensato di difendere la Costituzione parlandone, diffondendola e valorizzandola e alla quale chiunque può aggregarsi o aggiungere iniziative.
Per questo, fino alla data dell’eventuale referendum confermativo della legge, si muoverà fra le vie e le piazze italiane a rilanciare una catena di solidarietà reciproca in cui si espliciti la connessione tra la Carta costituzionale e la vita delle persone.

 

 

Cosa prevede la Costituzione berlusconiana

da l'Unità del 22/03/2005 

Camera dei Deputati Sarà l'organo politico, costituito da 518 deputati (oggi sono 630), di cui 18 eletti all’estero. I deputati a vita, nominati dal Capo dello Stato, possono essere 3; di diritto sono deputati gli ex Presidenti della Repubblica. L'età minima per essere eletti scende a 21 anni (adesso è di 25). La Camera è eletta per cinque anni. Le Commissioni d'inchiesta avranno gli stessi poteri dell'autorità giudiziaria; la loro presidenza sarà assegnata all'opposizione.

Senato Federale I senatori saranno 252 (oggi sono 315), eletti in ciascuna Regione contestualmente ai consigli regionali. A loro si sommeranno i 42 delegati delle Regioni, che partecipano ai lavori del Senato federale senza diritto di voto: due rappresentanti per ogni regione più due per le Province autonome di Trento e Bolzano. Sarà eleggibile chi ha 25 anni (oggi la soglia è di 40 anni). Con la proroga dei Consigli regionali e delle province autonome sono prorogati anche i senatori in carica.

Capo dello Stato Il presidente della Repubblica non è più il rappresentante dell'unità nazionale, ma è «garante della Costituzione e dell'unità federale della Repubblica». Sarà eletto dall'Assemblea della Repubblica, presieduta dal Presidente della Camera dei deputati e composta da tutti i parlamentari, i governatori e i delegati regionali. Può diventare presidente della Repubblica chi ha compiuto 40 anni (oggi il requisito anagrafico è di 50). Il Capo dello Stato è eletto a scrutinio segreto con la maggioranza dei due terzi. Non ha più il potere di sciogliere le Camere, potere che passa al primo ministro. In sostanza il presidente viene ridotto a notaio, esecutore della volontà del premier o della maggioranza. Decreta lo scioglimento della Camera su richiesta del primo ministro che se ne assume la responsabilità. Ha l’obbligo di sciogliere la Camera nel caso in cui la maggioranza uscita dalle urne approvi una mozione di sfiducia. Non è più il rappresentante dell’unità nazionale ma dell’«unità federale». Il Capo dello Stato indice le elezioni della Camera e quelle dei senatori. Nomina i presidenti delle Autorità indipendenti, il presidente del Cnel e il vicepresidente del Csm nell'ambito dei componenti eletti dalle Camere.

Premierato Nella nuova costituzione non c'è più il presidente del Consiglio, ma il Primo ministro. Nominerà e revocherà i ministri (cosa che adesso spetta al Presidente della Repubblica), «determinerà» la politica generale del governo (anche il lessico ha il suo peso) e dirigerà l’attività dei ministri. Non dovrà più ottenere la fiducia della Camera ma solo illustrare il suo programma sul quale la Camera esprimerà un voto. Potrà chiedere alla Camera di esprimersi «con priorità su ogni altra proposta, con voto conforme alle proposte del governo». In soldoni può chiedere alla Camera di votare «con priorità» la fiducia su una proposta che gli sta particolarmente a cuore e se la sua maggioranza non è d’accordo a concedergliela subentra il ricatto dello scioglimento. Viene eletto mediante collegamento con i candidati ovvero con una o più liste di candidati, norma che consente l’adattamento a un sistema elettorale proporzionale e che è stata voluta fortemente dall’Udc.

Norma anti-ribaltone e sfiducia costruttiva La Camera potrà costringere il premier alle dimissioni dopo la presentazione e l’approvazione di una mozione di sfiducia firmata da almeno un quinto dei componenti. I deputati appartenenti alla maggioranza uscita dalle urne possono presentare una mozione di sfiducia costruttiva con la designazione di un nuovo primo ministro. Cioè si delinea un sistema che si basa sui ricatti e sul conflitto istituzionale.

Devolution Le Regioni avranno potestà legislativa esclusiva su alcune materie come assistenza e organizzazione sanitaria, organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della regione, polizia amministrativa e regionale. Un esempio: la competenza in materia di salute è dello Stato, l’organizzazione sanitaria spetta invece alle Regioni. Ma l’organizzazione sanitaria è parte fondamentale della salute. Per quanto riguarda la scuola, una parte di competenze va allo Stato, un’altra alle Regioni, un’altra alla competenza concorrente di Stato e regioni. Tutto dipenderà dai rapporti di forza.

Interesse nazionale e clausola supremazia È la bandierina di An. L’introduzione di questa clausola consente al governo - quando ritenga che una legge regionale pregiudichi l’interesse nazionale - di impugnare tutte le leggi regionali sottoponendole al vaglio del Parlamento che può annullarle. D’altra parte lo Stato può sostituirsi agli enti locali nel caso di mancato rispetto di norme internazionali o di pericolo grave. Da una parte la messa in discussione dell’universalità dei diritti con la devolution, dall’altra l’accentramento a seconda dell’orientamento dei governi.

Corte Costituzionale Aumentano i giudici di nomina parlamentare. Dei 15 giudici 4 saranno nominati dal Quirinale, 4 dalle supreme magistrature, 3 dalla Camera, 4 dal Senato. Non si potranno candidare o essere nominati a cariche pubbliche nei tre anni successivi al mandato

 

 

 
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